L'EVOLUZIONE DEL TAX FREE SHOPPING

Global Blue punta alla formazione con i Cross Cultural Training

Il prodotto non basta per incrementare il sell out in boutique. Il servizio, soprattutto quando il personale di vendita ha a che fare con persone provenienti dall'estero, fa la differenza e va il più possibile personalizzato.

Da queste considerazioni è partita una nuova iniziativa di Global Blue, i Cross Cultural Training che, in partnership con Poliedro, analizzano i comportamenti d'acquisto dei globe shopper per un pubblico di addetti ai lavori, in primis coloro che tutti i giorni in negozio si trovano a interagire con clienti provenienti da tutto il mondo, diverse tra loro per richieste e abitudini.

La prima edizione, dedicata in particolare ai turisti cinesi, russi e arabi, si è svolta all'Hotel Hassler di Roma, registrando un'alta partecipazione e fornendo una panoramica su queste tre nazionalità.

Dati alla mano, la società leader nel Tax Free Shopping ha evidenziato che nel trimestre novembre 2018-gennaio 2019 tra i viaggiatori che hanno fatto acquisti tax free nella Città Eterna i più numerosi sono stati i cinesi, il 25% del totale: in base alle statistiche di Global Blue, emerge che sono particolarmente esigenti e amano condividere sui social network l'esperienza in negozio.

I russi, che con il 15% sono in seconda posizione, manifestano un'iniziale diffidenza verso gli ambienti nuovi e vanno quindi seguiti con particolare riguardo. Per molti di loro, secondo Global Blue, l'acquisto ha una funzione ostentativa, legata alla visibilità e al prestigio dei marchi.

Gli arabi, pur non andando oltre il 5%, hanno grandi potenzialità. Fanno shopping con calma, in modo quasi rituale, cercando brand affidabili e contando molto sui consigli e l'assistenza dei merchant.

Esiste un asset che va al di là della provenienza degli shopper ed è la consapevolezza della storicità delle label made in Italy, legate profondamente alla cultura e al dna del nostro Paese. 

a.b.
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