SOCIAL NETWORK OPEN SOURCE

Twitter nella bufera, Mastodon in ascesa: saprà conquistare la moda?

Da quando il ciclone Elon Musk si è abbattuto su Twitter, c’è chi stima che un milione di account siano stati cancellati (un dato fornito da Bot Sentinel). Tra questi Balenciaga, che come già riportato su fashionmagazine.it e altri media ha fatto un passo indietro rinunciando a una cassa di risonanza da poco meno di 1 milione di follower, dove prima dell’arrivo di Musk aveva incrementato gli investimenti. Stessa scelta per Gigi Hadid: «Twitter sta diventando una fogna di odio e bigottismo», ha detto.

Mentre oggi si mette in discussione la sopravvivenza stessa del social dopo la valanga di dimissioni, i licenziamenti, le polemiche dal basso e dall'alto e i proclami di Musk, ci si chiede se la moda sia già a caccia di piattaforme alternative a quello che non è certo il social più amato dal settore, ma dove nel 2021 il fashion si è piazzato al terzo posto tra i contenuti live più visti sulla piattaforma, totalizzando oltre 400 milioni di visualizzazioni contro i 150 milioni del 2020. Il nome che circola di più è Mastodon, che sempre in base a dati non ufficiali avrebbe guadagnato 500mila nuovi profili in due settimane dopo la svolta ex abrupto di Twitter.

Fondato nel 2016 dal software developer tedesco Eugen Rochko e sostenuto da un sistema di crowdfunding, ricorda per certi versi Twitter: in questo caso non si parla di tweet ma di toot, con un massimo di 500 caratteri contro i 280 di Twitter, e il boost altro non è che la versione “by Rochko” del retweet.

La piattaforma si definisce «il più grande social network decentralizzato, parte del fediverso, comunità internazionale composta da oltre 5 milioni di iscritti distribuiti su circa 12mila server indipendenti, il cui obiettivo è rimettere il social nelle mani degli utenti». Una realtà open source che, per volere del suo creatore, rifugge dagli algoritmi e dalla pubblicità, rimuovendo sistematicamente i contenuti razzisti, omofobi, xenofobi, violenti e discriminatori nei confronti delle minoranze.

Tutto sembrerebbe favorire una migrazione - seppure non di massa, almeno agli inizi - e non a caso, come fa notare Vogue Business, su Mastodon è apparso il server FashionSocial.host: potrebbe essere l’alba di una nuova era, ma anche un fuoco di paglia. Dipenderà dalle mosse di Musk e dalle loro conseguenze, dal potere attrattivo di Mastodon - certo meno immediato di quello di TikTok e di Instagram a partire dal nome, non particolarmente appealing - e dalle scelte degli utenti, difficilmente prevedibili soprattutto quando si parla di social e di giovani. 

a.b.
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