343 espositori (+27% vs luglio 2021)

Al via Milano Unica: «Motivare i giovani a lavorare nel tessile, una sfida necessaria»

Espositori in crescita (+27% rispetto allo scorso luglio) alla 34esima edizione di Milano Unica, la rassegna del tessile di scena a Fieramilano Rho fino a domani, 2 febbraio.

Su 343 aziende partecipanti, 291 sono italiane (+30%) e 52 estere (+13%), ospitate in tre padiglioni del centro espositivo alle porte del capoluogo lombardo e suddivise nei "saloni nel salone" Ideabiella, Shirt Avenue e Moda In, più le Special Areas e l'Innovation Area, dove si segnala il ritorno di cinque exhibitor del Korea Observatory e di 12 realtà giapponesi presso il Japan Observatory.

Momento clou di questa prima giornata la cerimonia di inaugurazione, con le testimonianze di un ricco parterre di relatori, moderate dalla giornalista de Il Sole 24Ore, Giulia Crivelli: oltre al presidente della manifestazione, Alessandro Barberis Canonico, hanno parlato Cirillo Marcolin (presidente di Confindustria Moda), Sergio Tamborini (presidente di Sistema Moda Italia), Carlo Maria Ferro (presidente di Agenzia Ice), Gianni Brugnoli (vice presidente di Confindustria con delega al Capitale Umano), Paolo Bastanello (presidente del Comitato Education di Confindustria Moda), Roberto Peverelli (presidente della Rete Tam) e Francesco Ferraris (presidente del Gruppo Giovani di Sistema Moda Italia). In collegamento video è intervenuto inoltre il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi.

Tanti interventi, un filo conduttore: la necessità di garantire un futuro all'industria tessile attraverso il passaggio generazionale, motivando i giovani a riscoprire le professioni tecniche, considerate poco appealing.

«Siamo di fronte a un paradosso - ha sottolineato Alessandro Barberis Canonico -. Da un lato il tasso di disoccupazione è alto e, dall'altro, le imprese del settore non trovano personale, quindi domanda e offerta non si incontrano. Occorre ridare status al lavoro in fabbrica, con un'adeguata formazione tecnica e culturale che deve coinvolgere le istituzioni, ma anche le famiglie». 

«I giovani non considerano "sexy" il tessile e vanno assolutamente motivati», ha aggiunto Francesco Ferrari, mentre Carlo Maria Ferro ha ricordato che l'Italia deve tenersi stretto un patrimonio unico al mondo, «fatto di tecnologia ma anche di customizzazione del prodotto, di funzionalità e al contempo di stile. In un momento di reshoring contare su competenze specifiche è fondamentale».

«La sfida della formazione va affrontata da tutta la filiera, in modo sinergico e compatto - ha esortato Cirillo Marcolin -. Le industrie di tessile, moda e accessorio devono impegnarsi all'unisono. Come Confindustria Moda abbiamo creato un Comitato Education, guidato da Paolo Bastianello, di cui fanno parte anche realtà esterne a Smi, nella fattispecie Acimit e Assomac».

Lo stesso Bastianello ha ribadito che «un lavoro come quello della rammendatrice non è di serie B. Il sapere delle mani è prezioso». Un concetto da comunicare anche attraverso canali inusuali: «Da cinque anni, per un quarto d'ora ogni mercoledì mattina su Rtl, diffondiamo questo messaggio», ha detto Gianni Brugnoli.

In un momento in cui, dopo la tragica morte del 18enne Lorenzo Parelli durante l'ultimo giorno di uno stage, l'alternanza scuola-lavoro è al centro di riflessioni e polemiche, Brugnoli ha assicurato che «le nostre fabbriche sono le più sicure». «Dobbiamo colmare un gap, per esempio con la Germania - ha proseguito - dove gli iscritti agli istituti tecnici statali sono 850mila, contro i nostri 21mila. In cinque anni vorremmo salire almeno a 80mila». 

Sergio Tamborini ha citato la Ferrari, «un orgoglio nazionale in cui l'hardware, ossia i meccanici e il team che lavora dietro le quinte, fanno da contraltare al software, i piloti. Solo lavorando insieme possono raggiungere risultati eccezionali. Lo stesso discorso va applicato alla filiera tessile: l'unica differenza è che di ragazzi e ragazze che aspirano a lavorare a Maranello ce ne sono tanti, cosa che non accade nel nostro comparto. Bisogna farli innamorare di mestieri che non considerano interessanti».

Roberto Peverelli ha portato alla ribalta la Rete Tam, costituita nel gennaio 2019 successivamente a un Protocollo d'Intesa firmato da Sistema Moda Italia: un volano dell'alleanza tra le aziende alle prese con un necessario ricambio generazionale e le scuole, che necessitano dell'impegno diretto di queste stesse imprese per migliorare la propria offerta formativa. «Negli istituti tecnici - ha osservato - il problema non è solo la mancanza di allievi, ma anche di docenti. Difficile sostituire quelli che vanno in pensione».

Le battute finali sono state del ministro Bianchi, che ha definito la scuola come «l'ultima grande infrastruttura-Paese, visto che la sanità è regionale e persino l'esercito è professionale. La scuola deve saper cogliere la straordinaria profondità degli italiani».

In sintonia con questi ragionamenti, torna a Milano Unica l'appuntamento Back to School, in cui l'imprenditore Brunello Cucinelli incontrerà gli studenti degli istituti di moda e costume per accendere in loro la stessa passione che lo anima nella gestione della sua azienda, dove profitto e umanesimo trovano un punto di incontro.



a.b.
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