+42% le lane, +31% il cotone

Tessile-abbigliamento in difficoltà per i rincari delle materie prime

La filiera del tessile abbigliamento si trova a dover gestire un forte aumento delle materie prime. Nel mese di agosto l’indice sintetico Smi mostra una crescita del +35,2% in euro (+34,5% in dollari) rispetto allo stesso mese del 2020.

I rincari pesanti nelle fibre, come pure nelle sostanze chimiche e nei servizi legati alla logistica dei trasporti, sono dovuti al fatto che provengono da Paesi non ancora tornati del tutto attivi, dopo lo stop legato alla pandemia.

Il cotone ha registrato un aumento tendenziale del 31,2% in euro, in base a quanto certifica l’indice A di Cotton Outlook. L’indicatore ha segnato un picco a fine agosto, a quota 103,7, ed era dal febbraio 2012 che non superava quota 100.         

Le lane hanno archiviato agosto con un +42%, come segnala l’indice Awex Eastern. A loro volta le fibre sintetiche (poliestere, nylon, acrilico) sono cresciute del 51,6% e le artificiali come la viscosa del +19,3% in euro. Non è esente la seta greggia sulla piazza di Como, che ha sperimentato un +30% su base tendenziale.

Gli aumenti riguardano pure diversi prodotti chimici utilizzati nella manifattura tessile, specie nelle fasi di nobilitazione e finissaggio di filati e tessuti. In base alle rilevazioni della Camera di Commercio di Milano spiccano le impennate di acido acetico, ammoniaca e urea tecnica.

Questi aumenti, come osservano da Sistema Moda Italia-Smi, vanno messi in relazione con una domanda eccessiva per il periodo, dovuta alla ripartenza delle attività economiche e alla maggiore richiesta di made in Italy da parte dei mercati internazionali.

«Gli aumenti di materie prime e sostanze chimiche indispensabili nella nostra filiera - commenta il presidente uscente di Smi, Marino Vago (nella foto) - creano ulteriori difficoltà, in questo momento così complesso nel nostro settore. I rincari impattano anzitutto sul monte della filiera, che in questi anni sta affrontando le maggiori difficoltà tra blocchi e aumenti che riguardano tutte le materie prime, le sostanze chimiche e anche i servizi di logistica».  

«Tutta la filiera - conclude - deve essere compatta nell’affrontare questi problemi insieme e i costi dovranno inevitabilmente essere spalmati su tutti gli attori, dal monte al valle della nostra produzione, per la tenuta della nostra unicità di Made in Italy».

e.f.
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