52 collezioni per 25 sfilate

Tornano Stella McCartney, Palm Angels e Plein. Capasa: «L'uomo forte per sfilare solo»

La definizione di settimana della moda potrebbe ormai essere fuorviante: dal 14 al 17 giugno, di fatto un long week end, nel calendario di Milano Moda Uomo ci sono molte sfilate e presentazioni co-ed. A cominciare da quella di Stella McCartney, che insieme allo show di Ermenegildo Zegna e a Milano Graduate inaugura la manifestazione, orfana della sfilata di Prada, ma che registra il ritorno di Palm Angels e Philipp Plein.

 

Tuttavia per Carlo Capasa, numero uno di Camera Moda, che oggi ha presentato il programma della manifestazione, non è da escludere che ben presto questo scenario ibrido si ridimensioni: «Segnali in tal senso arrivano brand come Etro a Milano o Salvatore Ferragamo a Firenze, che torneranno a sfilate puramente maschili, rinunciando al co-ed».

 

«Per noi - aggiunge - sarebbe importante separarle, anche a settembre abbiamo tante sfilate miste. I dati, che vedono l'export uomo al 39% del totale e addirittura al 55% verso i Paesi extra Ue, dovrebbero spingere i brand a rimettere l'uomo al centro. Forse vale la pena fare una riflessione sul riportare le sfilate maschili nella settimana a loro dedicata, poi ovviamente sta ai brand decidere».

 

Intanto questa edizione di Milano Moda Uomo vede in calendario 52 collezioni per 25 sfilate (di cui sette miste uomo-donna) e 21 presentazioni, accompagnate da 26 eventi come quelli organizzati da Prada, che sfila a Shanghai ma presenta a Milano oltre a ospitare una serata musicale, e Gucci, che pare abbia organizzato un appuntamento culturale spalmato su più giorni.

 

«Ci sono alcuni importanti nomi che ritornano, come Philipp Plein e Palm Angels, entrambi dopo esperienze in Usa», ha sottolineato Carlo Capasa, che in conferenza stampa non ha mancato di ringraziare Giorgio Armani, che ha accettato di sfilare lunedì 17 giugno alle 17 anziché alle 11, andando a rinforzare la giornata conclusiva di fashion week. «Armani - ha detto Capasa - ancora una volta ha dimostrato di non essere un pavido e, soprattutto, di comprendere l'importanza di fare sistema».

 

Quanto alla decisione di Prada di far sfilare la collezione uomo primavera-estate 2020 l'8 giugno in Cina, il presidente di Cnmi getta acqua sul fuoco: «La maison sarà comunque presente con un doppio appuntamento, uno per gli addetti ai lavori e uno aperto al pubblico e questo è l'importante».

 

Ma non fa sconti quando si tratta di parlare del futuro delle sfilate “'decontestualizzate”, che stanno prendendo piede e non solo per le proposte cruise (Saint Laurent e Prada questa stagione e Moschino la scorsa).

 

«Non credo che questa formula avrà un forte seguito. Chi porta le sfilate fuori dalla fashion week - commenta Capasa - fa un danno al sistema e a medio-lungo termine anche al suo business, perché il momento di aggregazione di una settimana della moda non è paragonabile a quello di un evento singolo».

Nella foto, il backstage della sfilata di Palm Angles a New York. Il marchio ha deciso di tornare a Milano da questa stagione ed è tra gli eventi più attesi della manifestazione

an.bi.
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