+80% dai 6,6 miliardi del 2018

Unicorni europei: nel 2019 raccolti finanziamenti per 12 miliardi di dollari

Nel 2019 i finanziamenti negli unicorni europei hanno raggiunto la cifra record di 11,9 miliardi di dollari, contro i 6,6 miliardi del 2018, mettendo a segno un +80%. Lo rivela Crunchbase, precisando che la realtà che ha raccolto più di tutte le altre è stata Greensill Capital, provider londinese di servizi finanziari guidato da Lex Greensill, su cui Softbank ha investito 1,45 miliardi di dollari.

Come spiegare il balzo dell'80%? Crunchbase fa notare a questo proposito che non c'è una grande differenza nel numero di unicorni e nemmeno in quello dei finanziatori, che erano 47 nel 2018 e tali sono rimasti nel 2019. Ad aumentare sono stati i round oltre i 500 milioni di dollari.

Ai vertici della classifica non compaiono nomi del fashion e-commerce e del digital fashion. In seconda posizione si trova OneWeb, sempre con headquarters a Londra e un focus sulle imprese spaziali (ha mandato in orbita sei satelliti), che ha beneficiato di 1,25 miliardi di dollari sempre da parte di Softbank, in terza la svedese Northvolt (legata all'automotive e finanziata per un miliardo da Volkswagen, Bmw e altri) e in quarta il player del food delivery Deliveroo, che ha un aggancio con l'e-commerce, avendo ricevuto 575 milioni di dollari da Amazon.

Al quinto posto si colloca una società il cui campo d'azione, la robotica, un segmento sotto stretta osservazione anche da parte delle imprese del tessile-abbigliamento: si tratta di UiPath, specializzata nei software che automatizzano le attività aziendali, nata in Romania ma con sede principale a New York. Su di lei ha scommesso Coatue Management, mettendo sul piatto 568 milioni di dollari.

Più interessante, per chi ha a che fare con la moda, è dare un'occhiata ai principali fondi che investono in unicorni europei, capitanati dall'americano Accel con 11 investimenti. Per esempio Dst Global, in quarta posizione con nove investimenti, appartiene alla cordata che nel giugno scorso ha finanziato con 110 milioni di dollari StockX, il marketplace dedicato al "secondary market" delle sneaker.

Quanto allo svedese Kinnevik, quinto con nove investimenti, figura tra i soci di Global Fashion Group, attivo nell'e-commerce di moda nei Paesi emergenti, che a luglio ha debuttato in Borsa con esiti deludenti, ma ad agosto ha presentato ricavi trimestrali per 449 milioni di euro, in crescita del 23%. Resta tuttavia una perdita adjusted di 3,2 milioni di euro.

Ancora Kinnevik è azionista dell'e-tailer tedesco Zalando, con una quota del 26%. Rocket Internet, tra i fanalini di coda secondo Crunchabse con cinque investimenti, compare a sua volta nella compagine di Global Fashion Group ed è stato il primo a credere in Jumia: questa piattaforma, definita l'Alibaba dell'Africa, ha esordito al Nyse poco meno di un anno fa con grandi aspettative ma ha chiuso il 2019 in ritirata, stoppando il business in Ruanda, dopo aver fatto lo stesso in Camerun e Tanzania.

A penalizzarla è stata, tra gli altri fattori, l'arretratezza del continente a livello di logistica e infrastrutture. Jumia, che pubblicherà a giorni i dati sul quarto trimestre e il fiscal year, ha appena affidato all'italiano Massimiliano Spalazzi la responsabilità del business in Nigeria.

Sono 21 i nuovi unicorni entrati nella Crunchbase Unicorn Leaderboard nel 2019, con un valore complessivo di 29,6 miliardi di dollari e 7,5 miliardi di dollari raccolti dal Duemila a oggi.

Quelli con la valutazione più alta sono la banca digitale N26 (3,5 miliardi di dollari) e FlixBus, con 2,3 miliardi. Ci sono poi Babylon Health, che si focalizza sulla consulenza medica a distanza (2 miliardi) e Checkout (sempre 2 miliardi), che facilita le operazioni di pagamento transfrontaliero attraverso svariate soluzioni, dalle carte di credito ad Apple Pay.

In quest'ambito qualche attinenza con il fashion la possiede Meero: con headquarters a Parigi e valutata un miliardo di dollari, è una piattaforma on demand a supporto dei fotografi. Quanto a Vinted (che vale a sua volta un miliardo), si trova in Lituania ed è un marketplace focalizzato sul second-hand.

Può risultare utile al settore la svizzera Acronis, dal valore di un miliardo, il cui campo d'azione riguarda cyber security, blockchain e autenticazione dei dati tramite l'AI.

Crunchbase sottolinea come nel 2019 non sia andata in porto nessuna acquisizione o Ipo per gli unicorni europei, mentre il 2018 ne aveva visti sei a sbarcare in Borsa: tra quelli con la valutazione più alta spiccava il marketplace del lusso Farfetch - che si era quotato al Nyse nel mese di settembre, raccogliendo 1,2 miliardi di dollari -, insieme Spotify e alla piattaforma di pagamenti Adyen. 

«Penso che questa discrepanza tra le due annate sia dovuta al fatto che gli unicorni europei che si sono quotati due anni fa avevano più o meno raggiunto i dieci anni di attività - commenta Reshma Sohoni, co-fondatore di Seedcamp, realtà investitrice nelle startup -. Ci vuole tempo per avere valutazioni miliardarie, senza contare che la quotazione non è l'obiettivo di tutti».

 

 

a.b.
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