+9% l’affluenza dall’estero

White Milano: i visitatori crescono del 3%

Il salone White Milano ha concluso l’edizione di settembre totalizzando 27.934 visitatori: il 3% in più rispetto a un anno fa.

I buyer, in particolare, sono aumentati del 2% grazie alle presenze dall’estero (+9%) mentre sono risultati in lieve calo gli italiani (-1%).

L’incremento è il frutto, come spiegano gli organizzatori di M.Seventy, dell’energia creativa profusa nello scouting internazionale, oltre che del brand mix, del focus sulla sostenibilità, di una nuova location (l’ex-Carrozzeria nell’hub di Tortona 31) a fianco di quelle abituali e delle co-lab.

«Un’edizione straordinaria - commenta Massimiliano Bizzi, founder della fiera del Tortona district - non solo per il rilevante incremento dei buyer esteri ma, soprattutto, per il loro elevato livello qualitativo. Questo considerevole risultato è frutto del grande lavoro di squadra dello staff di White, che ha selezionato un brand mix capace di centrare l’obiettivo che ci eravamo prefissati, portando in primo piano anche le Pmi e valorizzandone la filiera produttiva. È un esito importante per noi e per le aziende che lavorano con noi».

«Milano - prosegue - vive un momento essenziale per tutto il sistema moda e questa è un’opportunità che noi operatori del settore dobbiamo cogliere, lavorando insieme: l’aggregazione nella moda deve diventare di moda».

Oltre 500 gli espositori di questa edizione, patrocinata dal Comune di Milano e con il supporto del Mise e dell’agenzia Ice, senza contare la partnership con Confartigianato Imprese. La collaborazione con la Regione Sicilia ha permesso inoltre di dare visibilità alle Pmi dell'isola, con il progetto Sicilylab.

Tra i protagonisti con le collezioni per la primavera-estate 2020 le camicie Munè, Special Guest di questo settembre, il denim sostenibile di Boyish (Special Project) e le borse in Pvc nana-nana (Guest Designer).

Premiato con l’Inside White, invece, il marchio di calzature etiche Çaplait. Fondato da Usman Manzoor, affonda le radici in Pakistan dove la produzione è affidata ad esperti artigiani del territorio, preservandone così il know how, tramandato di generazione in generazione. A consegnare il premio Federico Giglio, proprietario di Giglio a Palermo.
e.f.
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