A FIRENZE

Immagine Italia & Co: la sfilata sfocia in protesta sindacale

Al salone fiorentino della lingerie Immagine Italia & Co., in programma fino a questa sera (8 febbraio) in Fortezza da Basso, culotte, balconcini, body, guaine e brassière lasciano sul finale la pedana a un gruppo di lavoratori delle Camere di Commercio della Toscana, in rivolta contro una bozza di decreto governativo che ridurrebbe le funzioni camerali, mettendo a rischio il loro impiego.

 

Solo in Toscana sarebbero 200 i dipendenti che cadrebbero in esubero, dicono i rappresentanti sindacali, sottolineando che paradossalmente non si tratterebbe neppure di lavoratori a carico dello Stato, poiché le Camere di Commercio sono enti pubblici anomali, governati e finanziati direttamente dalle imprese.

 

«Lo svuotamento di una serie di funzioni, come il sostegno all'internazionalizzazione - precisa Barbara Cosci, responsabile comunicazione della fiera - metterebbe in forse anche il futuro di questo salone, organizzato dalla Camera di Commercio di Pistoia».

 

Intanto la nona edizione, che si conclude oggi, ha richiamato circa 6mila buyer, stando al bilancio diramato in tempo reale dall'organizzazione, tra cui operatori in arrivo da Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Grecia, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Belgio, Malta, Cipro, Russia, Egitto, Turchia, Ucraina e Arabia Saudita.

 

«Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti - commenta Stefano Morandi, presidente della Camera di Commercio di Pistoia -. Riuscire oggi a mantenere il trend degli anni passati è un segnale incoraggiante. Il merito del bilancio spetta innanzitutto alle aziende, che hanno proposto collezioni di alto livello, in perfetta sintonia con la qualità indiscutibile del made in Italy».

 

«I risultati - continua Morandi - ci esortano a continuare in questa direzione.  È evidente che il concetto 'fiera' è ancora un format valido per l’ottenimento di un rilancio economico concreto delle produzioni italiane ed estere di qualità». 

 

Produzioni che puntano sempre più al mercato mondiale, insistendo sulle aree che nelle ultime stagioni si sono rivelate più ricettive, tra cui gli Stati Uniti, che secondo la nota economica della Camera di Commercio di Pistoia, hanno concesso all'export italiano di underwear  un incremento del 26,5% nei primi nove mesi del 2015, l'Asia (+14,4%), il Regno Unito (+13,4%) e il Medio Oriente (+8,8%).

 

250 i brand accolti in Fortezza per la presentazione delle proposte autunno-inverno 2016/17, con nomi storici, come Blugirl, voce romantica del coro, che punta su stampe floreali, pizzi leggeri e lane sottili e vaporose come un soffio; o Wacoal, che spopola col 'Reshape', una linea modellante taglio a vivo, leggera ed efficiente grazie a strutture a nido d'ape a funzione push-up, anche sul 'lato B'.

 

Intanto emergono alcune giovani realtà: Daiquiri Lime, per esempio, etichetta ammiccante e ironica di lingerie e costumi da bagno, proposta da due giovani designer. Allegra Palloni e Allegra Bortone, con la formula flash in uscita ogni due mesi: collezione testata per qualche stagione solo attraverso la vendita online, ma ora pronta ad approdare anche presso selezionate boutique.

 

E ancora, tra le curiosità, U.T.Wave, linea di streetwear dedicata al popolo della notte, 'a-gender' e minimalista, con stampe ispirate al 'dirty stop out', pratica del dormire fuori in compagnia dell'ultima avventura della serata (nella foto, la sfilata di Immagine Italia & Co.).

 

 

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