A Firenze

Pitti Uomo 89 scommette sugli italiani. Fra gli special guest De Vincenzo, Curradi e Branchizio

Da un lato sempre più internazionale, dall'altro attento alla promozione dei talenti italiani. Per l'edizione numero 89 Pitti Uomo accende i riflettori su tre designer nostrani: Marco De Vincenzo, Vittorio Branchizio e un Federico Curradi all'esordio da solista. Fra gli ospiti da oltreconfine, anche il menswear guest coreano Juun.J.

 

«Bisogna essere patriottici, vedere, conoscere, sostenere e alla fine parlare e commentare», così Lapo Cianchi, direttore comunicazione & eventi di Pitti Immagine, ha spiegato la scelta degli ospiti speciali della prossima edizione, in programma dal 12 al 15 gennaio, fortemente orientata a dare spazio alla creatività "made in Italy".

 

Giovedì 14 gennaio, dalle 17 alle 19, a calcare la scena sarà il womenswear designer guest Marco De Vincenzo, stilista messinese impegnato su due fronti: il ruolo di leather goods designer director per Fendi, con cui collabora da 15 anni, e quello di interprete del suo brand, nato nel 2009 e dal 2014 protagonista di una joint venture con il gruppo Lvmh. Una collezione che lo stilista ha voluto presentare in una location inedita, il Teatro Niccolini, che riapre dopo ben 20 anni, e con un format alternativo alla sfilata.

 

Il 12 gennaio, alle 17, gli spazi della Dogana ospitano un interessante debutto, quello di Federico Curradi nell'ambito del progetto Pitti Italics, che lancia la sua linea, dopo stagioni di impegno presso maison del calibro di Scervino, Cavalli e, recentissima, Iceberg uomo, dove ha da poco ceduto il testimone all'inglese James Long. «Inquinamento e natura, industria e artigianato, corrotto ed etico: parte da questi temi la mia prima collezione», è il teaser dello stilista fiorentino.

 

Sempre alla Dogana, il 13 gennaio alle 16, sarà sotto i riflettori l'altro Pitti Italics, Vittorio Branchizio, vincitore dell'edizione 2015 di Who is on Next? Uomo, con una collezione di maglieria molto innovativa, «che ha convinto per la capacità di fondere know how artigianale e stile contemporaneo», come ha chiarito Cianchi. «Ora - ha aggiunto - è pronto a presentare una collezione completa di total look con un allestimento speciale».

 

Il côté internazionale degli eventi speciali è rappresentato in primis dal menswear guest designer, il coreano Juun.J, che sfila a Parigi e che sarà protagonista con la sua moda in 3D: uno street tailoring attraversato da citazioni classiche, che mixa radici asiatiche ed heritage sartoriale, silhouette rigorose e volumi futuristici, influenze military e cosmopolitismo parigino. Un evento in calendario il 13 gennaio alla Leopolda, alle ore 19.

 

Altro guest d'oltreconfine è la venture adidas Originals by White Mountaineering, che vedrà i codici della label sportiva reinventati dal giapponese Yosuke Aizawa, in una collezione maschile che abbina tradizione e materiali tecnici, design e funzionalità. Appuntamento il 14 gennaio alla Leopolda, alle 19,30.

 

Sempre il 14 gennaio, alla Dogana di via Valfonda, l'Africa sarà nuovamente protagonista con il progetto Constellation Africa, frutto della collaborazione con Itc Ethical Fashion Initiative: in pista quattro talenti affermati, provenienti da diverse aree del Continente.

 

Provengono da ogni parte del mondo i sei finalisti dell'International Woolmark Prize dedicato al menswear, in programma per la prima volta a Firenze. L'evento è in calendario il 13 gennaio a Villa Favard, sede del Polimoda, dove Munsoo Kwon (Corea del Sud), Agi & Sam (Gran Bretagna), Jonathan Christopher (Olanda), Siki Im (Stati Uniti), P.Johnson (Australia), Suketdhir (India) presenteranno le loro collezioni.

 

Nella foto, da sinistra: Federico Curradi, Vittorio Branchizio e Marco De Vincenzo.

 

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