A Milano

Dibattito aperto sulle fiere del womenswear: «Devono essere più forti»

Amministrazione, Camera della Moda, Fiera Milano e vertici di Pitti Immagine: tutti concordi su un punto importante: bisogna lavorare per dare a Milano una fiera del womenswear in grado di attrarre i buyer stranieri. Questo il punto di vista espresso oggi, 14 settembre, alla conferenza stampa di presentazione di Super.

 

«Nei prossimi mesi occorrerà lavorare sulla definizione strategica di cosa sono le fiere della moda (soprattutto della donna) a Milano e nel nostro Paese - ha detto Cristina Tajani, assessore del Comune di Milano alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Moda e Design -. Un lavoro che ragioni anche sul tema dei calendari. Cosa che tocca un po' meno Pitti Uomo, che ha già cominciato un percorso di collaborazione con Milano». E ha proseguito: «Pitti è dunque un apripista, ma la pista deve continuare a essere battuta a livello sistemico».

 

Più esplicite la parole di Carlo Capasa, presidente di Cnmi: «Se non abbiamo delle fiere forti a Milano, durante la fashion week, non mettiamo a frutto il nostro potenziale». «Oggi - ha aggiunto - la percentuale di buyer stranieri che va alle rassegne durante la fashion week è bassa, circa il 20%. Una quota che deve salire all'80%» «Pitti Uomo è una fiera molto propositiva e anche Super deve vivere un'esperienza analoga. Ci vogliono sguardi diversi, cose inaspettate, in grado di stupire».

 

Esplicite anche le parole di Corrado Peraboni, a.d. di Fiera Milano: «C'è uno strappo fieristico che deriva dalla mancata coincidenza con le eccellenze del nostro Paese. Ma alla lunga, se non c'è un fuorisalone non c'è neanche un salone. Occorre dunque creare una nuova massa critica, per intercettare la domanda internazionale e per poterlo fare occorre un polo di attrazione convincente e significativo».

 

«È necessario affrontare un lungo percorso che durerà anni» ha ammesso Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine, evidenziando lo scollamento che c'è tra il già citato 20% di visitatori internazionali alle fiere donna di Milano e il 60% e oltre della Francia.

 

«Non esiste che un settore che realizza 12,5 miliardi di giro di affari rispetto all'uomo, che non supera gli 8,5 miliardi, abbia una presenza fieristica così modesta - ha dichiarato Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine -. Le nostre rassegne non riescono a esprimere la forza del sistema moda italiano. Dobbiamo quindi puntare ad attrarre i grandi buyer internazionali, quelli che vengono al Pitti».

 

«Occorre dunque - ha proseguito - stilare un programma molto forte per i prossimi anni, in cui non si dovrà organizzare solo una fashion week maschile ma anche una riservata alla moda donna. Dobbiamo lavorare bene insieme. E anche l'amministrazione comunale deve aprire la città, come fa con il Salone del Mobile e con Expo».

 

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