A Milano

Super ancora a Fieramilanocity: «Ma l'internazionalizzazione è lontana»

Ai blocchi di partenza sabato prossimo, 27 febbraio, la settima edizione di Super, il salone organizzato da Pitti Immagine in collaborazione con Fiera Milano. Una liaison consolidata ma non ancora sufficiente. «Occorre creare una massa critica di espositori per essere più competitivi a livello internazionale», è il commento di Raffaello Napoleone, a.d. dell'ente fieristico fiorentino.

 

«Stiamo valutando con Corrado Peraboni, a.d. di Fiera Milano, le possibili opzioni per le prossime edizioni, anche alla luce del lavoro fatto da Carlo Calenda, che a metà marzo lascia l'attuale incarico», ha proseguito Napoleone.

 

Lo sforzo fatto per colmare il gap di internazionalità non è sufficiente, ha fatto eco Peraboni. «Occorre dare rappresentatività a un settore sottodimensionato a livello espositivo. Bisogna creare un salone forte, che possa giustificare un fuorisalone. Anche White si rafforzerebbe se a Milano ci fosse una sola fiera forte, invece di una somma di fuorisaloni».

 

«L'importante è salvaguardare le  identità delle singole manifestazioni - ha spiegato Napoleone - ciascuna con il suo target specifico, lavorando sull'internazionalizzazione. Un po' come avviene all'estero, a New York, Parigi e in Germania, dove nello stesso momento, eventualmente in differenti zone della città, si svolgono appuntamenti forti, con identità singole ma con un giusto coordinamento, che risultano interessanti per il mercato internazionale».

 

«Le fiere milanesi invece - ha proseguito Napoleone - sono visitate da un 20-25% di compratori stranieri, ossia meno della metà di Parigi. Non è ammissibile che le showroom si debbano spostare a Parigi per raccogliere gli ordini di buyer che a Milano non vengono più».

 

Napoleone ha anche sottolineato che l'in season di cui tanto si parla in questi giorni non riguarda le rassegne di Pitti Immagine: «L'off season resta il nostro schema: presentare le collezioni nel momento in cui i buyer possono comprarle. Il "see now buy now" è un fenomeno mediatico, una Sanremo della moda, con le date sbagliate, perché (vedi l'esempio di New York) quando le collezioni sfilano i capi da comprare in season sono già in negozio da varie settimane».

 

Occorrerà fare comunque delle scelte, in un contesto in cui tutto cambia a velocità supersonica e in cui potrebbe essere necessario riflettere su date e formule, anche alla luce di un ripensamento del coordinamento con le fiere delle materie prime. «Un progetto a tre-cinque anni - secondo Napoleone - perché i cambiamenti in ambito fieristico non possono essere fatti da una stagione all'altra, seguendo ogni cambiamento di brezza. L'importante, alla fine, sono i contenuti».

 

In attesa di cambiamenti strutturali, l'appuntamento con Super è fissato dal 27 al 29 febbraio a Fieramilanocity, con 150 marchi on show, di cui il 30% in arrivo da oltrefrontiera.

 

Marcato il focus sugli accessori, che rappresentano il 60% dell'offerta, così come prosegue il lavoro di scouting di nuovi talenti, con l'ulteriore sostegno della nuova divisione nata di recente in seno a Pitti Immagine, dedicata al tutoring, per accompagnare le giovani leve nel loro percorso di crescita professionale.

 

La novità assoluta alla manifestazione va proprio in questa direzione: si tratta del progetto di scouting Vogue Talents for Asia: un focus sui sei brand finalisti all'edizione 2015 del contest Vogue Talents for Asia, ciascuno affiancato da un fashion brand cinese, che ha prodotti i capi di una special capsule collection.

 

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