A Parigi

Denim Première Vision punta all'upgrading e a dicembre vola a Londra

Si scaldano i motori in vista dell'appuntamento con Denim Première Vision, che dalla prossima edizione (23-24 maggio prossimi) cambia pelle e diventa itinerante. Si parte con Parigi, dove è stata scelta una nuova sede (il Parc Floral de Paris), per proseguire a dicembre prossimo con Londra. Si rivoluziona il layout espositivo e anche all'interno del team manageriale si segnalano novità.

 

In un contesto globale il salone dedicato all'universo del denim ha affrontato un processo di trasformazione, con l'obiettivo di andare incontro alle esigenze dell'intera value chain del settore e dei suoi player e di instaurare un contatto diretto con i marchi del fashion che scommettono sul denim per le loro collezioni contemporary.

 

L'idea di avvicinare i diversi mercati ha portato a scegliere la formula itinerante, che alternerà la sede di Parigi con altre capitali mondiali. Il 23 e 24 maggio si parte con la Ville Lumière, nella nuova sede al Parc Floral de Paris, mentre a dicembre, il 5 e 6, sarà la volta di Londra, alla Old Truman Brewery, nella East London. A maggio saranno annunciate le location del 2019.

 

Del processo di trasformazione fanno parte anche i movimenti all'interno del team. Ieri 9 maggio, nel corso di un incontro stampa a Milano, erano presenti Guglielmo Olearo, director of international shows di Première Vision, che diventa show director di Denim Première Vision, e Fabio Adami Dalla Val, che ha assunto di recente la carica di show manager.

 

Veste inedita anche per il layout: all'appuntamento di maggio i 75 espositori presenti, selezionati tra i top specialist d'Europa, Turchia e Asia (tessitori, produttori di componenti e accessori, confezionisti, lavanderie e specialisti dei finissaggi) saranno posizionati secondo nuovi criteri legati al settore di competenza per permettere una migliore leggibilità dell'offerta.

 

In questo processo di upgrading il focus sulla moda sarà importantissimo. Novità assoluta, la decisione di dare carta bianca allo stilista Lutz Huelle, a cui è stato chiesto di  individuare le differenti chance offerte dal denim, in base a cinque temi individuati dal salone (Active Denim, Wild&Wooly Denim, Impact Tailoring, Evening Denim e Extroverted Street). Grazie a questa liaison si rinnova l'area trend, divisa tra un forum ispirazionale e un "forward looking" forum.

 

In calendario, inoltre, tre seminari moda, tra cui uno dedicato ai fit, affidato a Lucia Rosin di Meidea, studio creativo nel Nord Est d'Italia. Presente ieri a Milano, Rosin ha presentato un'anticipazione sulla sua ricerca, partendo da un presupposto: «Viviamo in un'epoca di appiattimento nella moda e nelle tendenze: vogliamo presentare dei punti di vista diversi, nell'ottica della pluralità e della creatività».

 

Non mancheranno approfondimenti sul tema della sostenibilità, da tempo oggetto di analisi al salone. In un'area speciale, battezzata Denim Smart Square sarà presente una library con gli ultimissimi sviluppi nel campo del denim sostenibile, uno smart wardrobe con una selezione di prodotti finiti frutto di sourcing e produzione responsabile e un talk dedicato all'economia circolare.

 

Nel palinsesto degli eventi alla manifestazione è prevista infine una master class sugli aspetti socio-culturali legati al denim a cura di Pascal Monfort, fondatrice dall'agenzia Rec Trendsmarketing. Accantivante il titolo: "The future is bright".

 

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