A VERONA

La sfida di Renzi a Vinitaly: «Export del vino a +50% nel 2020»

Prima volta di un presidente del Consiglio al salone veronese Vinitaly, che si è concluso ieri, 9 aprile, con 155mila presenze, in aumento del 6% sull'edizione del 2013. Renzi ha lanciato un obiettivo ambizioso, +50% dell'export enologico entro il 2020, e annunciato l'imminente elaborazione di un piano in 18 punti per la semplificazione nell'agricoltura, il sostegno alle imprese del settore e il supporto ai giovani.

 

«Abbiamo creato un hashtag ad hoc, #campolibero - ha detto - sul sito del Ministero delle Politiche Agricole. Resterà online fino al 30 aprile ed entro il 15 maggio ci sarà un provvedimento di investimento forte». «Il Governo - ha aggiunto - sta facendo molto per il vino ed è importante l'investitura che abbiamo avuto dal ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, nella giornata inaugurale di Vinitaly, per la realizzazione e la gestione del Padiglione del Vino a Expo 2015».

 

La rassegna veneta tira le fila del suo 48esimo appuntamento in un clima di complessivo ottimismo: l'affluenza è cresciuta, con un significativo incremento degli ingressi dall'estero, saliti da 53mila a 56mila, con un'incidenza del 36% sul totale.

 

Come ha sottolineato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, nella top ten dei compratori stranieri la pole position è occupata dai tedeschi e, quasi a pari merito, dagli statunitensi. Seguono inglesi, canadesi, russi, svizzeri, asiatici soprattutto da Hong Kong, Singapore e Cina, francesi, austriaci, giapponesi e scandinavi, con una predominanza di danesi, svedesi e norvegesi.

 

Il prossimo Vinitaly si svolgerà sempre a Veronafiere dal 22 al 25 marzo 2015.

 

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