ANALISI

La crisi non ferma i super ricchi: lo rivela un rapporto di Credit Suisse

Buone notizie per i marchi del lusso: secondo il quinto Global Wealth Report di Credit Suisse, da metà 2013 a metà 2014 la ricchezza mondiale è cresciuta di 20.100 miliardi di dollari (+8,3%), raggiungendo quota 263mila miliardi (nel Duemila erano 117mila miliardi). Gli "ultra high net worth (uhnw) individuals", con un patrimonio netto di oltre 50 milioni di dollari ciascuno, superano quota 128mila, contro i 98.700 del 2012-2013 e i 41mila del Duemila.

 

Molti di loro, per l'esattezza 62.900, vivono negli Stati Uniti e posseggono il 49% della ricchezza globale. Sono 9.600 in più rispetto alla rilevazione di un anno fa: un numero superiore al totale di ultra high net worth individuals della Cina, che occupa il secondo posto ma a grande distanza, con 7.600 Paperoni. L'Italia è sesta, con 3.322 individui, il 2,6%, preceduta da Francia (quinta), Gran Bretagna (quarta) e Germania, terza.

 

A livello generale, sono ancora gli States a guadagnarsi la pole position, con una "total wealth" di 91mila miliardi di dollari (+11,4%), ossia il 34,7% della cifra complessiva. Seconda l'Europa, con oltre 85mila miliardi (+10,6%) e terza l'Asia Pacifico, escluse la Repubblica Popolare e l'India, con quasi 50mila miliardi (+3,6%).

 

Esistono aree dove i super milionari sono calati, ma sempre in misura contenuta: per esempio Turchia, Argentina e Russia.

 

Il futuro, secondo Credit Suisse, sarà all'insegna di un ulteriore incremento della ricchezza globale, destinata a fare un balzo in avanti del 40% nell'arco dei prossimi cinque anni e a sfondare il tetto dei 369mila miliardi nel 2019, grazie anche a un contributo decisivo dei Paesi emergenti. Il numero dei milionari salirà dagli attuali 35 milioni a 53 milioni, con un aumento di oltre il 50% (nella foto, un modello di Fendi).

 

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