ANDAMENTO PELLETTERIA

L’export di pelletteria made in Italy tiene, nonostante le défaillance di Russia e Giappone

Aimpes, l’associazione di categoria dei pellettieri, ha diffuso i dati sull’andamento del settore nel 2014. Ancora una volta è stato l’export a trainare il comparto delle borse, della piccola pelletteria e delle cinture made in Italy: nei primi nove mesi dello scorso anno è ammontato a 4,4 miliardi di euro, con una crescita (+6%) più contenuta rispetto agli anni precedenti, a causa di difficoltà e turbolenze in mercati di riferimento, come la Russia e il Giappone.

 

In Europa performance interessanti si sono avute verso Regno Unito (+11%), Spagna (+10%), Germania (+8%) e Francia (+5%). Fuori dal Vecchio Continente a segno più Stati Uniti (+9%), Cina (+12%), Hong Kong (+6%) e Corea del Sud (+5,5%). In forte espansione Brasile e Croazia, dove le esportazioni, pur con valori assoluti molto contenuti, sono aumentate rispettivamente del 43% e del 36%.

 

In frenata due tradizionali mercati di sbocco della pelletteria made in Italy: Russia (-15%) e Giappone (-7%). Nel primo caso hanno pesato la caduta del prezzo del petrolio e la svalutazione del rublo, che hanno determinato effetti inflativi. Nel secondo ha influito l’aumento della tassa sui consumi, introdotta nell’aprile 2014, che ha inevitabilmente eroso il potere d’acquisto dei giapponesi.

 

Le borse da donna, con un valore di 2,8 miliardi di euro, rappresentano il 64% del fatturato estero complessivo. Per tutti i segmenti che compongono l’export si assiste a una crescita dei prodotti in pelle (+8,5%) e a un calo di quelli in materiali sintetici (-0,6%).

 

La nota dolente continua a essere il mercato interno: i consumi hanno visto una flessione in quantità superiore al 3%, che va ad aggiungersi ai cali registrati negli ultimi 2-3 anni. In particolare, per il prodotto di punta, la borsa da donna, la spesa è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2013, ma con una contrazione quantitativa del 5,5%.

 

Aimpes sottolinea come per vincere le sfide del futuro sia necessario preservare e valorizzare il patrimonio di capacità artigianali presenti in Italia e puntare su un più accentuato livello di specializzazione produttiva. L’appeal del made in Italy è sempre molto forte all’estero. (nella foto, la Bellina di Gherardini in versione pop)

 

 

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