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A Pitti Bimbo 450 marchi, di cui quasi 180 dall'estero

 

78esima edizione per Pitti Bimbo: alla Fortezza da Basso si danno appuntamento 450 marchi del settore, di cui quasi 180 dall'estero. Attesi circa 10mila visitatori, tra cui oltre 7.200 compratori.

 

«Più che di un salone, preferiamo parlare di un contenitore intelligente - dice Agostino Poletto, vice-direttore generale dell'ente organizzatore Pitti Immagine - in cui trovano non solo espressione, ma anche risposte strategiche (o per lo meno inizi di risposta) i grandi cambiamenti che stanno investendo la moda per i piccoli».

 

«Stiamo lavorando da tempo alla ricerca di strade nuove e all'introduzione all'interno di Pitti Bimbo di merceologie di design e lifestyle» informa Agostino Poletto, sottolineando la varietà e ampiezza dell'offerta all'interno della rassegna.

 

«Oltre che su Pitti Bimbo, Sport Generation, SuperStreet, Apartment e Fashion at Work, puntiamo su New View, il "concept lab" sui marchi più innovativi - informa il portavoce di Pitti Immagine - tra cui questa volta Babol Cachemire Milano, Baby Cz, Caffelatteacolazione, Les Lutins, Miss Pois e Veja, mentre lo spazio "green" Eco-Ethic risponde all'esigenza, sempre più sentita, di linee sostenibili ma belle: solo per citarne alcune, Baby Paul's, Bergflocke, Cartina La Ballerina, Frilo Swissmade, Kidiwi, Lilly et Louis, Natapura e Pure Cotton».

 

Da menzionare poi i Pop Up Stores, che presentano al Padiglione Centrale prodotti curiosi e trasversali: gioielli, fragranze, eyewear, libri e molto altro. Sempre in un'ottica lifestyle, stavolta Pitti Bimbo propone una mostra dedicata ai concept store del futuro, Pop Up Kids Stories, a cura di Salamanca Design & Co-Divisione Design Kids.

 

«La ricerca di novità è uno dei nostri punti fermi - conclude Agostino Poletto -. A gennaio possiamo contare su una settantina di nuovi ingressi. Per quanto riguarda l'affluenza, alla scorsa edizione invernale abbiamo accolto oltre 1.100 buyer, circa il 20% del totale, che non erano mai venuti prima al salone. Di questi, più della metà arrivavano da oltreconfine» (nella foto, una compratrice al salone). 

 

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