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Doppio appuntamento per Première Vision a Shanghai

Première Vision sbarca domani e dopdomani a Shanghai con due manifestazioni parallele, ma unite da un solo obiettivo: offrire una selezione di espositori focalizzati sull'alta gamma.

 


"In Cina siamo presenti dal 2004 con Première Vision China - spiega il direttore generale, Philippe Pasquet - e ora ci è sembrato interessante raddoppiare la posta, organizzando sempre a Shanghai anche una fiera come Denim by PV, che risponde a una domanda in forte crescita". "In questo modo - aggiunge - riusciamo ad affrontare in contemporanea due segmenti di mercato in modo specifico, fornendo una bella vetrina a un centinaio di aziende".

 


Lanciato nel 2007, Denim by PV ha ospitato nel maggio scorso nella capitale francese 83 espositori e 2.578 visitatori (+10% rispetto al 2011), approdando in Oriente "perché non sempre si riesce a far venire a Parigi gli operatori di mercati lontani - puntualizza Pasquet -. Tutte le grandi marche europee e americane sono venute in fiera ma, a parte qualche eccezione, abbiamo notato l'assenza del contingente asiatico: questo spiega la decisione di andare noi da loro, a Shanghai, una piattaforma di scambio internazionale". Oltretutto, come fa notare l'imprenditore, nella Repubblica Popolare il mercato del denim sta sviluppandosi con tassi di crescita a due cifre e a ragione si può parlare di un nuovo Eldorado.

 


Denim by PV, per il quale si attendono 41 espositori, sarà ospitato nella stessa location di PV China, salone quest'ultimo da una sessantina di aziende, rivolte principalmente al prêt à porter femminile di lusso. Il mercato cinese, precisa il direttore generale di Première Vision, "è decollato con la moda maschile e i businessmen, come succede spesso in questi Paesi, ma ora c'è stato il sorpasso e la donna è in pieno boom". "Siamo particolarmente contenti - prosegue  - perché per la prima volta ci collochiamo nel building dell'East Dock: un'ex manifattura tessile (curiosa coincidenza) che oggi, ristrutturata, ospita grandi avvenimenti, e sorge sul prolungamento del Bund".

 

La Cina, che solo tre o quattro anni fa non era neppure nella Top 15 della lista delle nazioni più rappresentate a Première Vision Paris, oggi occupa il settimo posto. "Certo, anche nella Repubblica Popolare la congiuntura non è facile - osserva Pasquet - visto che l'Europa sta soffrendo ed è qui che loro vengono a fare i loro affari. Siamo comunque di fronte a un andamento positivo e le potenzialità restano notevoli".

 

PV ha in cantiere anche un nuovo format: un mini-salone, una sorta di workshop con 30 espositori a Shenzhen (non lontano da Hong Kong), capitale di una delle regioni più produttive dell'ex Celeste Impero in termini di confezione (200 aziende hanno qui i loro stabilimenti). "Si tratta di un test - conclude Pasquet -. Vogliamo vedere come reagirà il mercato locale".

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