Abbigliamento infantile

Childrenswear italiano: ricavi in lieve calo, export positivo grazie alla Russia

Il 2012 della moda bimbo in Italia si chiude con un trend leggermente negativo (-0,6%), che porta il fatturato a 2,63 miliardi di euro: un valore che si spiega con il deterioramento dei consumi interni, a fronte di un incremento dell'export dell'1,9%.

 

In base alle elaborazioni di Sistema Moda Italia, le esportazioni di childrenswear (nella foto, una proposta Muffin & Co., brand di Keyart) lo scorso anno hanno totalizzato 845 milioni di euro. Dal momento che le importazioni si sono attestate a 1,58 miliardi (-7,1%), il deficit commerciale migliora a -736 milioni di euro.

 

A proposito di vendite all'estero, i ricercatori fanno notare che solo l'abbigliamento per neonati è andato in controtendenza (-12,8%). Per quanto riguarda i mercati di sbocco, la Russia si riconferma al primo posto con un +6,7%. In Europa si mette in evidenza il Regno Unito con un +16,2%, mentre Francia, Spagna e Germania risultano i flessione. Quanto alle importazioni, il nostro primo fornitore è la Cina, con una quota del 44%, anche se mostra un -17,4%. Sale invece l'import da Bangladesh (+16%) e Spagna (+8,4%).

 

I consumi interni confermano il progressivo peggioramento del trend negativo avviato nel 2010: -3,6% nei 12 mesi ,che va letto anche tenendo conto del calo delle nascite (nei dati Istat da gennaio a novembre i nuovi nati sono stati 493mila, 63mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2011). Secondo Sita Ricerca, il comparto bambina (pari al 46,5% dei consumi di moda junior in Italia) ha evidenziato un -3,1%, mentre il bambino e il neonato hanno accusato rispettivamente un -4,7% e un -2,2%.

 

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