Accordi commerciali

La Repubblica Popolare si prepara a tagliare i dazi sugli orologi svizzeri

Le esportazioni di orologi svizzeri in Cina, ultimamente in fase calante, sono destinate a riprendersi grazie a una prossima intesa tra i due Paesi che prevede la riduzione, nel giro di 10 anni, dei dazi alle importazioni.

 

Un accordo di libero scambio potrebbe essere siglato già in luglio, come riporta Bloomberg. Le tariffe alle importazioni di segnatempo (nella foto, due modelli del marchio di Ginevra Vacheron Constantin), attualmente tra il 15 e il 20%, dovrebbero essere ridotte del 18% il primo anno e del 5% nei successivi nove anni. Resta difficile però stimare l'effetto complessivo sui prezzi, visto che l'Iva locale e le imposte sui consumi resteranno invariate.

 

Nel primo trimestre dell'anno le vendite di orologi Swiss-made in Cina hanno accusato un -24%, rispetto allo stesso periodo del 2012. Si tratta del terzo ribasso consecutivo da quando il presidente Xi Jinping ha avviato la sua campagna anticorruzione (secondo alcune stime, un quarto degli orologi acquistati nella Mainland China diventano regali per esponenti del governo).

 

In base alle analisi di Kepler Capital Markets, le esportazioni elvetiche dovrebbero segnare un modesto +5% per la fine di quest'anno, che sarebbe la peggiore performance del settore dal -22% del 2009.

 

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