Analisi

Bello e ben fatto: pronta la mappa dei mercati più ricettivi

Nel 2018 il bello e ben fatto italiano - dall'alimentare all'arredo, dall'abbigliamento agli accessori - potrà contare su 194 milioni di persone con un raddito annuo superiore a 30mila dollari in grado di acquistarlo, di cui 161 milioni residenti nei Paesi emergenti. Una ricerca di Confindustria e Prometeia indica le aree più dinamiche.

 

Lo studio, alla sua quarta edizione, punta infatti a prevedere quali, dei 30 emerging market esaminati, avranno la maggiore capacità di assorbimento di beni italiani di fascia medio-alta (lusso escluso), connotati da saper fare, qualità e alti contenuti innovativi (nella foto, la lavorazione del pellame presso l'azienda di calzature Nero Giardini). In generale gli acquisti di "bello e ben fatto" da Paesi emergenti sono visti in salita a 169 miliardi di euro nel 2018 (il 47% in più rispetto al 2012) e oltre un terzo della domanda deriverà da Russia, Cina ed Emirati Arabi.

 

Abbigliamento e tessile per la casa, in particolare, nel 2013 potrebbero potenzialmente esportare per 1,6 miliardi di euro in Europa Orientale (42% l'incremento cumulato da quest'anno al 2018). Seguono i nuovi Paesi entrati in Ue (713 milioni, +26,8% la crescita cumulata 2013-2018), il Nord Africa e Medio Oriente (388 milioni, +39,6%), l'Asia (353 milioni, +46%) e l'America Latina (139 milioni, +40,9%).

 

Per quanto riguarda le calzature, la lista dei nuovi mercati non cambia granché nell'ordine (al vertice c'è sempre l'Est Europa, con un valore atteso dell'import 2013 di 757 milioni di euro), ma in termini di incrementi cumulati tra il 2013 e il 2018: infatti non spicca più, come avveniva per il vestiario, l'Asia (+46%) ma l'Africa settentrionale unita al Middle East (+58,9%).

 

Nell'occhialeria, è l'America Latina il mercato ipotizzato come più ricettivo al nostro bello e ben fatto (126 milioni di euro per la fine di quest'anno) ma quello dato come più dinamico, in cinque anni, è l'Asia (+75,3%). Lo stesso continente si impone nell'oreficeria-gioielleria, quando si parla di crescita cumulata (75,5%) mentre a fine anno le importazioni maggiori riguarderanno Nord Africa e Medi Oriente.  

 

Come emerge dalla ricerca la quota di mercato italiana nei 30 Paesi esaminati nel 2011 era l'8,7%: la maggiore tra quella dei maggiori concorrenti delle economie avanzate. Se restasse inalterata di qui al 2018, le importazioni di bello e ben fatto made in Italy aumenterebero di 4,4 miliardi, arrivando a quota 14,4 miliardi.

 

stats