Analisi

Brexit: si teme l'effetto incertezza sul lusso. Nel breve benefici dai cambi

Urne aperte in Inghilterra, per decidere se restare o uscire dall'Europa unita. I titoli del lusso potrebbero beneficiare, nel breve periodo, di un'eventuale affermazione del Brexit, per l'attesa svalutazione della sterlina e dell'euro nei confronti del dollaro.

 

In base alle previsioni di Luca Solca, managing director per l'area Head Global Luxury Goods di Exane BnpParibas, nel breve l'indebolimento di sterlina ed euro potrebbe avere un effetto benefico sui corsi di titoli delle società britanniche del lusso come Burberry, Mulberry e Jimmy Choo, nonché sulle azioni dei francesi Lvmh, Kering ed Hermès come pure quelle degli italiani Luxottica, Prada, Salvatore Ferragamo, Tod's, Brunello Cucinelli, Moncler. Infatti, molti dei loro consumatori pagano in dollari.

 

Al contrario avrebbero il vento a sfavore player svizzeri come Richemont e Swatch e quelli americani.

 

Sull'alto di gamma nel suo complesso è però ipotizzato un effetto negativo derivante dall'eventuale "sì" al Brexit, per via dell'impatto negativo sul Pil globale e per il diffondersi di un clima di incertezza. Il lusso è un settore ciclico, come spiega il report di Exane BnpParibas, dove i consumatori comprano sulla base di fattori quali la fiducia e il senso di benessere.

 

Il voto a favore dell'uscita dall'Europa potrebbe provocare un deterioramento dei mercati azionari, con riflessi negativi sulla crescita economica globale.

 

Mentre oggi 23 giugno sono chiamati alle urne 46,5 milioni di britannici (potranno votare fino alle 22) e i sondaggi danno il "Remain" in testa al 52%, un sondaggio realizzato dal British Fashion Council (la Camera della moda britannica) mostra che dei quasi 300 che hanno risposto, il 90% è favorevole a restare in Europa. Questo nonostante i vantaggi di un possibile apprezzamento del dollaro, che renderebbe più conveniente l'acquisto del fashion targato UK.

 

Va detto però che alcuni brand esternalizzano la produzione e si riforniscono di materie prime dall'estero, in Paesi come il Vietnam, Cambogia e Cina, dove i pagamenti sono in dollari. Nelle stime della banca Hsbc Holdings, se si affermasse il "Leave" la sterlina potrebbe perdere anche il 20% del proprio valore.

 

Tuttavia non si tratta solo di costi e ricavi. In febbraio il ceo e chief designer di Burberry, Christopher Bailey, ha firmato, insime a un centinaio di personalità, un appello sul Times di Londra dove si dice che la Gran Bretaga sarà "più forte, più sicura e migliore" restando nell'Unione europea.

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