Analisi

Cina: Pil sopra le attese e la spesa nel lusso sale del 20%

Nel 2017 la spesa dei cinesi nel segmento dei personal luxury goods è cresciuta del 20% a 142 miliardi di renminbi (circa 22 miliardi di euro) rispetto all'anno prima, invertendo un triennio di rallentamenti. È quanto emerge da un recente report della società di consulenza Bain & Co. curato da Bruno Lannes.

 

Le statistiche sono coerenti con i dati resi noti oggi dall’Ufficio Nazionale di Statistica sull'andamento del Pil della Repubblica Popolare. Nel 2017 la crescita economica del grande Paese è stata del 6,9%, dal 6,7% del 2016: era dal 2010 che il tasso non incrementava. Il governo aveva stimato un incremento del 6,5%.

 

Nell'ultimo trimestre, in particolare, la Cina ha registrato un +6,8% come i trimestri precedenti ma sopra le stime degli economisti interpellati da Reuters, che si aspettavano un +6,7%.

 

Nonostante il "rallentamento" dei consumi di dicembre (+9,4% le vendite al dettaglio, rispetto al +10,2% di novembre), il 2017 termina con una crescita del 10,2%.

 

La crescita della domanda di beni di lusso, dopo cinque anni di sostanziale stagnazione, è spiegata da Bain con la politica del governo volta a incrementare i consumi interni, con la riduzione dei dazi e con le restrizioni sul "daigou", (termine che letteralmente significa "acquistare per conto terzi" e che indica il canale attraverso il quale una persona al di fuori dalla Cina acquista un prodotto di lusso per qualcun altro e lo consegna nella Repubblica Popolare). Il fenomeno è stato in parte limitato anche dal fatto che alcuni marchi hanno scelto di allineare o contenere le differenze dei prezzi delle loro proposte nei mercati di riferimento.

 

Secondo gli analisti di Bain anche i Millennials (i 20-34enni) - conoscitori del lusso e molto attivi sul fronte digital - hanno contribuito alla crescita dei consumi di prodotti di alta gamma per la persona. Le categorie più in crescita sono l'abbigliamento femminile, i gioielli e i cosmetici.

 

Le vendite di alta gamma online restano deboli nonostante alcuni brand abbiano aperto i loro web store cinese e abbiano deciso di entrare in piattaforme come quelle di Alibaba Group e JD. Gli stessi e-shopper pare siano riluttanti a comprare su siti terzi perché attratti dall'esclusività e dai servizi offerti dall'e-commerce diretto dei brand.

 

In base alle analisi di Bain la spesa in beni di lusso ha raggiunto il 32% di quella globale ma tre quarti degli acquisti avvengono all'estero.

 

La crescita sul mercato domestico, secondo Bruno Lannes, partner di Bain in Greater China che ha curato la ricerca, è destinata a continuare, grazie al contributo dei Millennials e a una maggiore integrazione fra offline e online, che dovrebbe portare più traffico negli store. Tuttavia è atteso un rallentamento del ritmo di marcia nel 2018 (nella foto, lo shopping mall Iapm a Shanghai).

 

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