Analisi

Il childrenswear italiano cambia passo: +1,5% nel 2014

I ricavi delle aziende italiane di abbigliamento infantile riprendono quota. Dopo i segni meno visti ripetutamente dal 2009 al 2013, il 2014 si chiude con un incremento dell'1,5%, sostenuto dal +6,9% delle esportazioni.

 

Il fatturato annuale del comparto, nelle stime di Sistema Moda Italia (Smi), si è attestato a 2,6 miliardi di euro (+1,5%). L'export è salito a 940 milioni (+6,9%) ma anche le importazioni sono aumentate (+9,1% a 1,66 miliardi), cosi l'interscambio continua a presentare un saldo negativo di oltre 700 milioni di euro.

 

In base alle previsioni, i consumi interni annuali dovrebbero mostrare un rallentamento della caduta (-2,7%).

 

Per quanto riguarda il sell-out di moda junior in Italia, la stagione autunno-inverno 2013/2014 registra un calo delle vendite del 4,5%. La contrazione maggiore riguarda il segmento bambina (-5,4%). più contenuta la discesa nel bambino (-3,7%) e nel neonato (-3,6%).

 

A proposito della distribuzione di childrenswear, quella nelle catene ha raggiunto il 50% del mercato consumer nella stagione in esame. Il dettaglio indipendente è sceso al 17%. Era al 25% nell'autunno-inverno 2010/2011, quando le catene avevano una quota del 41% (nella foto, alcune proposte Brest, marchio di proprietà dell'azienda di Treviso Altana). In termini di vendite, i ricercatori parlano di boom per quelle online (+120%) e di stabilità per la Gdo (+0,2%). Positive le catene (+2,1%), mentre il dettaglio indipendente arretra bruscamente (-20,6%).

 

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