Analisi

Industria serica italiana "in pausa" dopo cinque anni di crescita

Nelle stime di Unindustria Como, l’industria serica comasca dovrebbe archiviare il 2015 con ricavi in calo tra il 2% e il 3%. «Una pausa in un processo di sviluppo iniziato nel 2010 - spiegano dall'associazione - che mantiene il distretto ben al di sopra dei livelli post-crisi 2008-2009».

 

La mancata crescita risente del crollo della domanda da parte della Russia (-30%), del Giappone «recessivo», ma anche dei minori acquisti da parte di Europa (soprattutto Svizzera, Spagna, Germania) e Turchia, non compensati dal buon andamento degli Stati Uniti.

 

Il comparto dell'accessorio tessile (foulard, sciarpe, scialli e stole), che esporta l'80% della propria produzione, è entrato in una fase di consolidamento, dopo un lungo periodo di incrementi a due cifre. Il tessuto per abbigliamento femminile ha perso terreno, in linea con i risultati complessivi dell’industria di riferimento. La cravatteria, dopo diversi anni di sensibile ridimensionamento, ha mostrato una maggiore stabilità.

 

«Formulare una previsione, per un settore che vende il 75% delle proprie produzioni all’estero, è difficile - ha detto Andrea Taborelli, neo presidente del Gruppo Filiera Tessile -. In linea generale, vi sono fattori espansivi, come il calo del prezzo del petrolio, il tasso di cambio euro-dollaro e la politica monetaria della Bce, ma l’economia non può viaggiare a pieni giri laddove i mercati emergenti fanno fatica e l’incognita politica pesa ovunque. Il nostro settore non ne è indenne e le fiere tessili serviranno per avere ulteriori indicazioni sulle prospettive della prima metà di quest’anno».

 

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