Analisi

Sarà l'online a trainare le vendite del lusso. Parola di Credit Suisse

I brand del lusso stanno migliorando la shopping experience per il loro clienti digitali. E con l'e-commerce stanno abbattendo i confini fisici di nuovi mercati come la Cina. Gli analisti di Credit Suisse ne sono certi: l'online sarà il volano delle vendite nell'alta gamma fino al 2018.

 

Questo soprattutto per chi ha investito nel proprio web store e nelle applicazioni "mobile". «Uno degli antesignani del digitale, Burberry, ha registrato una crescita "double digit" dell'e-commerce» sottolineano gli esperti della banca elvetica, convinti che questo canale marcerà a un ritmo tra il +20% e il +30%, soprattutto grazie al contributo degli emerging market e degli Usa.

 

Una previsione che si basa sull'analisi del trend dal 2008 al 2013: il web retail nei sei anni è cresciuto con un cagr (tasso di crescita annuale composto) del 28%.

 

Per rendersi conto delle potenzialità della Rete, Credit Suisse cita i numeri di una recente iniziativa che ha coinvolto piattaforme di Alibaba come Taobao e Tmall, oltre a e-tailer come JD e Vipshop. Lo scorso 11 novembre - il cosiddetto "11 11 single day" - era una giornata dedicata alle promozioni. In quella data le vendite di Alibaba hanno raggiunto i 9,3 miliardi di dollari e una buona parte degli acquisti sono avvenuti in mobilità.

 

Nel 2014 i cinesi si sono riconfermati i maggiori consumatori di beni di lusso, nonostante la debolezza sul fronte macroeconomico. «Per molti luxury brand - sostengono gli analisti - rappresentano oltre un quarto del fatturato totale, tra gli acquisti in madrepatria e quelli in viaggio all'estero». Nelle stime di Altagamma, la Cina contribuisce ai consumi di lusso per il 29% circa.

 

Passando ai negozi fisici, gli esperti consigliano di valutare le potenzialità di ampi bacini di consumatori in metropoli come Manila, Singapore, Jakarta, Seul e Bangkok: è in queste città che i cinesi acquistano un quarto dei loro prodotti di lusso.

 

I luxury mall di Manila e Bangkok beneficiano di un incremento delle vendite annuali tra il +20% e il +30%. La capitale della Thailandia, in particolare, si candida a diventare una concorrente di Hong Kong, come destinazione dello shopping dei cinesi, che possono ottenere facilmente il visto d'ingresso.

 

L'Indonesia ha più che triplicato la vendita di beni di lusso dal 2007 a oggi, raggiungendo gli 1,2 miliardi di dollari. Se si tiene conto anche del contributo di Singapore (gli analisti chiamano l'area "Singonesia"), si stima che i consumi di lusso saliranno a 8 miliardi nel 2018.

 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, va ricordato che nell'area vivono 442 miliardari, circa il quadruplo di quelli presenti nella Repubblica Popolare. Alcuni marchi europei scarsamente presenti negli States di recente hanno registrato tassi di crescita a cifra doppia, grazie ai consumatori di beni di lusso, ma anche ai turisti provenienti dai mercati emergenti. Si parla di vero e proprio boom nelle località turistiche spesso frequentate da brasiliani.

 

«I ricavi della luxury industry - prevede Credit Suisse - dovrebbero aumentare del 6% nel 2014 e del 7% nel 2015». Il canale online dovrebbe trainare il rialzo degli utili 2015, stimato tra il +9% e il +10%. Un'occasione, questa, anche per acquistare azioni Lvmh, Richemont o Swatch, oggi trattate a prezzi così convenienti, che non si vedevano dalla crisi finanziaria del 2008.

 

stats