Analisi

Vendite di childrenswear in Italia: per Sita Ricerca il low price cresce a due cifre

Le catene, che in Italia hanno raggiunto quasi il 50% del marcato dell'abbigliamento infantile, registrano un moderato incremento mentre i canali low price come i grandi magazzini e i supermercati crescono a cifra doppia.

 

Lo attesta un report di Sita Ricerca che ha sondato il mercato dell’abbigliamento e degli accessori bimbo in Italia nel periodo che va da gennaio a settembre 2016, intervistando 4.500 famiglie.

 

Non si arresta, invece, la crisi del multimarca indipendente che ha accusato una contrazione a due cifre. I ricercatori parlano di lieve crescita - e comunque inferiore al passato - per e-commerce, outlet e spacci, mentre gli ambulanti subiscono un crollo delle vendite.

 

Dall’analisi di Sita Ricerca emerge che oltre un quarto del mercato è fatto da cinque marchi/insegne, che stanno rafforzando la loro leadership. Cresce inoltre la competizione fra le catene internazionali, dove il childrenswear ha raggiunto un peso che si avvicina o supera il 50% dell’offerta totale.

 

Nei nove mesi il trend delle vendite ha registrato un -1%. Pesa soprattutto il -4% nel segmento neonato (0-2 anni). I ricercatori parlano di «moderato calo» per la fascia 8-14 anni e di una situazione stabile per le proposte 3-7 anni, soprattutto per effetto dei prezzi medi in crescita (a differenza degli altri segmenti).

 

Come odsservano i ricecartori, a frenare i consumi delle famiglie è, oltre alla capacità di spesa ridotta, l’espansione del fenomeno del riciclo.

 

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