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Filo chiude in positivo e rafforza la sinergia con Milano Unica

«Essere unici al mondo nel nostro genere ci ha ripagati con un +10% di presenze e ottimi riscontri dall'estero. Ora puntiamo a crescere, sempre all'insegna della selezione, e a varare nuove sinergie, a partire dal progetto insieme a Milano Unica»: così Paolo Monfermoso, direttore di Filo, che ha chiuso i battenti ieri (28 settembre) alle Stelline di Milano.

 

Giunto alla 48esima edizione, il salone internazionale dei filati e delle fibre ha ospitato una novantina di espositori, in aumento rispetto al passato, anche grazie all'ingresso di alcune tintorie e aziende di servizio alle imprese tessili.

 

«Queste new entry - ha spiegato Monfermoso - si inseriscono in un discorso di filiera che portiamo avanti con sempre maggiore determinazione, per offrire agli operatori una visione più ampia della catena produttiva».

 

Coerente con questa impostazione è il potenziamento dell'intesa con Milano Unica. Dalla prossima edizione le due fiere, le più importanti per i rispettivi settori della catena tessile, condivideranno la presentazione delle tendenze: se a Milano Unica sarà possibile visionare i trend per lo sviluppo dei filati elaborati dalla rassegna delle Stelline, a Filo Milano Unica avrà a sua volta un suo spazio.

 

Monfermoso ha citato altre sinergie, da quella con Sistema Moda Italia al legame con Ice-Agenzia, «che a questa 48esima edizione ha promosso la partecipazione a Filo di una delegazione di buyer stranieri provenienti da Giappone, Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Francia, Turchia, Portogallo e Russia».

 

Il tema della conferenza inaugurale è stato il "Filo delle filiere sostenibili". Dopo il benvenuto di Marinella Loddo di Ice, la parola è passata a Carlo Piacenza, numero uno dell'Unione Industriale Biellese, che ha ricordato come le aziende italiane facciano vera sostenibilità da diversi anni, in un momento in cui questo termine è inflazionato.

 

Ercole Botto, presidente di Milano Unica, ha ribadito che la sostenibilità non è dei singoli, ma della filiera «ed è per questo che deve basarsi su un legame sempre più stretto tra monte e valle». Alessandro Zucchi, alla guida di Acimit, ha anticipato che questa associazione, che rappresenta i produttori di macchinari tessili, sarà presente, almeno in forma istituzionale, al prossimo appuntamento con Filo (fissato per il 21 e 22 febbraio 2018, ndr).

 

Paese focus del convegno è stata la Russia, sulla quale Gianfranco Di Natale (direttore di Smi e di Confindustria Moda) ha presentato uno spaccato: «Nel 2008, prima della grande crisi - ha affermato - l'export di tessile-abbigliamento italiano verso quest'area ammontava a 1 miliardo e mezzo di euro e il sistema allargato che si riconosce in Confindustria Moda e 2 miliardi e 400 milioni. Nel 2016 non si è andati oltre 1 miliardo e 300 milioni, ma va detto che nel periodo gennaio-maggio 2017 le nostre esportazioni hanno messo a segno un +17%, con un +34% confrontando lo scorso maggio con quello di un anno prima».

 

Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo Sviluppo Economico, ha concluso gli interventi precisando che i Millennials sono più attenti alla sostenibilità dei capi che indossano rispetto alle generazioni precedenti, «quindi l'economia circolare e il basso impatto sull'ecosistema sono, soprattutto per l'Occidente, un imperativo categorico» (nella foto, capi realizzati con Roica Eco Smart Family, nuova gamma di prodotti all'insegna della sostenibilità del marchio di Asahi Kasehi, presente alle Stelline).

 

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