BILANCI

I dati finali di Pitti Bimbo: circa 6.700 i buyer, su un totale di 10mila visitatori

Il calo delle presenze russe (-40%) ha inciso sui risultati finali di Pitti Bimbo: la manifestazione fiorentina, che ha chiuso i battenti sabato 24 gennaio, ha totalizzato circa 2.400 ingressi dall'estero, contro i 2.700 di un anno fa. 4.300 i buyer dall'Italia, in lieve calo rispetto ai 4.500 di gennaio 2014.

 

Meno russi e ucraini, dunque, ma numeri in crescita da altri territori, tra cui la Turchia (+13% e ormai terzo mercato di riferimento), il Giappone (+14% come quantità di negozi), la Cina (+24%), l'Olanda (+5%), la Grecia (+16%), Hong Kong (+45%), gli Emirati (+40%), il Libano (+32%) e, in generale, tutta l'area mediorientale. Buona la risposta dell'India, che ha raddoppiato le adesioni, mentre Francia, Usa e Corea del Sud non hanno deluso le aspettative.

 

Complessivamente i compratori sono stati circa 6.700, in flessione se confrontati con i quasi 7.200 della precedente edizione invernale: un esito che non desta preoccupazione nei vertici di Pitti Immagine.

 

«L'appuntamento di gennaio - ha commentato l'a.d. Raffaello Napoleone - ha confermato le attese della vigilia». Napoleone e i suoi collaboratori avevano già messo in conto le assenze dall'ex Urss («Anche se i portavoce del retail che conta c'erano tutti») e, a proposito della risposta dall'Italia, non prevedevano voli pindarici.

 

«C'è stata una sostanziale tenuta - ha puntualizzato l'amministratore delegato dell'ente fiorentino - e questo è un segnale confortante per una ripresa dei consumi sul mercato interno. La moda bimbo sta esprimendo grande qualità» (nella foto, la sfilata di Miss Grant, Grant Garçon e L:ú L:ú in Fortezza da Basso).

 

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