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Il made in Italy a Shanghai: «Soddisfatti dell'esordio. Siamo pronti alla fase due»

Pur non essendo ancora disponibili cifre sul progetto italiano decollato al salone cinese Chic (in chiusura oggi, 20 marzo), dal National Convention & Exhibition Center di Shanghai arrivano i primi commenti dei protagonisti di theMicamShanghai & Italian Fashion@Chic.

 

Un comunicato parla di un «un forte segnale di coesione del nostro Paese, che è riuscito a superare i propri individualismi e a presentarsi unito come non mai sul gigantesco mercato cinese». Un impegno corroborato dalla visita del viceministro Carlo Calenda, in prima linea per supportare concretamente l'internazionalizzazione delle aziende della Penisola.

 

Claudio Pasqualucci, direttore dell'Ufficio Ice di Shanghai, ha definito theMicamShanghai & Italian Fashion@Chic (quest'ultima organizzata da Emi-Ente Moda Italia) «la naturale prosecuzione delle precedenti felici esperienze di promozione nella Repubblica Popolare dei nostri comparti moda e scarpe, oltre a costituire parte integrante di un più ampio programma di sostegno alla loro internazionalizzazione».

 

«Siamo davvero riusciti a fare sistema - è stato il commento di Claudio Marenzi, numero uno di Smi -. Non possiamo che essere soddisfatti. Come sempre, quando si parte con una nuova iniziativa, qualche difficoltà bisogna metterla in conto, ma gli ingredienti per il successo non sono mancati, a partire dal fatto che il Ministero dello Sviluppo Economico è dalla nostra parte».

 

Cleto Sagripanti, presidente di Assocalzaturifici, ha definito la sinergia tra calzature e abbigliamento «un asset strategico». «La conclusione è positiva, a livello sia di qualità dei contatti sviluppati che di numeri - ha aggiunto -. theMicamShanghai & Italian Fashion@Chic si connota come l'unica piattaforma italiana all'estero per la moda, nonché un modello di manifestazione fieristica cui guardare per promuovere il made in Italy oltreconfine».

 

«Le nostre aziende - ha affermato Antonio Gavazzeni, alla guida di Ente Moda Italia - hanno avuto una conferma del fatto che il mercato cinese è molto interessato al prodotto e allo stile italiani. Sono stati tre giorni di contatti commerciali concreti».

 

Concorde Enrico Pazzali, a.d. di Fiera Milano: «La prima vetrina integrata della moda italiana in Cina ha dato riscontri superiori alle aspettative».

 

La base è stata gettata e ora tutti guardano allo step successivo: rafforzare ulteriormente il ruolo di un evento che, secondo Pazzali, «ha le carte in regola per diventare la rassegna B2B di riferimento della moda del nostro Paese nel Paese asiatico. Anzi, già dopo questa prima edizione possiamo dire di aver centrato l'obiettivo».

 

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