BILANCI

Interfilière: è il servizio "à la carte" uno degli asset delle aziende

10.500 visitatori hanno varcato i cancelli di Interfilière tra il 4 e il 6 luglio. Per il salone parigino dei tessuti e degli accessori dedicati a intimo, beachwear e activewear il bilancio è di stabilità rispetto all'edizione estiva del 2014. Un risultato quasi inaspettato, considerate le tensioni del mercato. Sostenibilità, benessere e servizio personalizzato le priorità dell'industria di settore emerse in fiera.

 

«Gli espositori - dice Laurence Nérée, commissario generale di Interfilière - hanno registrato un inizio di 2015 fiacco ed evitano di fare previsioni sulla chiusura d'anno. Cionostante non hanno smesso di scommettere su innovazione e qualità».

 

Si gioca d'attacco per difendersi. «Guai fermare la ricerca - afferma Andrea Crespi, direttore generale di Eurojersey, azienda eletta "Creatore dell'anno" a Interfilière -. I nemici principali in questo momento sono la battaglia dei prezzi e il conseguente appiattimento del mercato».

 

«Per quanto ci riguarda - aggiunge Crespi - stiamo investendo sia sulla messa a punto di gamme Sensitive sempre più innovative (come il nuovo Sculpt Light, che modella le forme senza costringere, ndr), sia sull'azienda, per portare avanti i valori di domani, quelli di un business il più sostenibile possibile».

 

Una visione condivisa anche a monte dai produttori di fibre: la giapponese Asahi Kasei, per esempio, che sul palcoscenico parigino ha proposto il Roica Eco-Smart, un elastomero d'origine riciclata.

 

Le preview sull'autunno-inverno 2016/2017 e primavera-estate 2017 mettono in primo piano anche prodotti performanti come gli anti UV, traspiranti e ad asciugatura ultra rapida di Boselli; i termici, Cooling Effect, presentati dal francese Sofileta sfruttando le proprietà della fibre Breeze di Nilit; il nuovo Creora Color + Elastan Dyeable sviluppato dalla coreana Hyosung, per la realizzazione di pizzi estremamente morbidi, elastici e tingibili in colori brillanti senza rischio di ingrigimento.

 

«Un'altra tendenza importante - fa notare Laurence  Nérée - è il servizio à la carte, che le aziende sono in grado di offrire oggi alla clientela».

 

«Le collezioni personalizzate - conferma Davide Gibin, direttore di Pats, ufficio commerciale italiano della francese Satab, storica produttrice di nastri di altissima gamma per abbigliamento e accessori -  rappresentano ormai il 50% degli ordini. Abbiamo collezioni sviluppate in 120 tinte, eppure ci vengono richiesti colori a campione».

 

«Le personalizzazioni - conclude Luca Bianco, patron di Maglificio Ripa - ci rendono più competitivi. Il cliente da noi vuole non solo prodotto, ma idee».

 

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