BILANCI

Mifur: Russia e Ucraina impattano sull'affluenza

Sono stati 10.102 i visitatori al Mifur. Sul calo dell'11,25% nel numero dei compratori intervenuti alla manifestazione milanese della pelle e della pellicceria hanno influito le defezioni da Russia (-34,74%) e Ucraina (-13,25%). Ma il presidente della rassegna, Norberto Albertalli, non drammatizza.

 

L'imprenditore sottolinea che «i buyer dell'alto di gamma, russi e non, sono arrivati tutti, pur acquistando con budget diversi rispetto agli anni passati, data la situazione del rublo. Ma questo era prevedibile».

 

Per la prima volta dopo anni, Mifur (che celebrava la 20esima edizione) si è presentato in solitaria nei padiglioni 16 e 20 di Fiera Milano Rho, non più in concomitanza con le vetrine della pelletteria e delle scarpe Mipel e TheMicam.

 

Albertalli, pur riconoscendo che la relativa "permeabilità" delle reception portava a Mifur circa un 20% di ingressi in più, difende la decisione di presentarsi autonomamente.

 

«Abbiamo aperto consci di rinunciare alle adesioni provenienti dagli altri saloni - dice - e alla sinergia creata con TheMicam e Mipel attraverso gli anni, per rispettare i calendari internazionali. Possiamo considerarci abbastanza soddisfatti: il settore in fiera si è concentrato sul suo lavoro».

 

«Penso non sia retorico affermare che, nei momenti difficili, le persone, in questo caso gli imprenditori, sappiano dare il meglio - aggiunge -. Nei quattro giorni del Mifur è avvenuto proprio questo».

 

A proposito delle collezioni sotto i riflettori durante la quattro giorni, Roberto Scarpella, numero uno dell'Associazione Italiana Pellicceria, osserva: «Le nostre aziende sono titolari di una capacità creativa che resta ancora un'esclusiva del made in Italy e che si sintetizza in un'offerta di qualità ad alto contenuto stilistico» (nella foto, un modello di Gianfranco Ferré Furs, in passerella a Palazzo Serbelloni durante la serata che ha dato il via alla kermesse).

 

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