BILANCI

Pitti Filati chiude con 5.350 presenze

Sono state 5.350 le presenze complessive a Pitti Filati, il salone fiorentino che si è chiuso lo scorso 30 giugno. Un dato leggermente inferiore rispetto a un anno fa («Ma si trattava di un'edizione record, con 5.400 compratori», precisano da Pitti Immagine), con i buyer stranieri a quota 2.900. In lieve flessione (-2%) gli italiani.

 

Come ha detto Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine, «i feedback sono stati più che positivi, con un grande apprezzamento verso le nuove collezioni presentate dalle filature d’eccellenza italiane ed estere, e la presenza di un qualificatissimo pubblico di designer, portavoce di uffici stile e operatori del settore».

 

Numerosi gli eventi a margine della manifestazione, tra cui il concorso Feel The Yarn - vinto da Yuan-Lung Kao del Royal College of Art, mentre Rebecca Holmes della Kingston University di Londra si è aggiudicata un riconoscimento speciale messo in palio da Banana Republic - e la sfilata degli studenti delMaster in Knitwear Designdell’Accademia di Costume & Moda di Roma. Apprezzato lo Spazio Ricerca di questa edizione (nella foto), The Human Edition, curato da Angelo Figus e Nicola Miller.

 

Uno sguardo alle adesioni estere evidenzia un +50% dalla Russia e altri incrementi: Giappone (+9%), Cina (+16%), Hong Kong (+15%), Turchia (+12%) e Corea del Sud (+24%). Numeri stabili da Regno Unito, Olanda, Stati Uniti, in leggera contrazione Francia e Spagna.

 

Fra i top 15 Paesi stranieri di riferimento, la pole position va al Regno Unito (313 compratori), seguito da Germania (310), Francia (243), Stati Uniti (240), Giappone (188), Spagna (120), Turchia (116), Cina (101), Russia (97), Svizzera (96), Hong Kong (90), Olanda (87), Svezia (52), Belgio (48) e Corea del Sud (46).

 

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