BILANCI

Pitti Uomo: «Edizione straordinaria» con un +15% di compratori

Le previsioni sull'affluenza finale a Pitti Uomo, che si è chiuso oggi 15 gennaio, sono state confermate: gli organizzatori parlano di una "edizione straordinaria", con compratori a quota 24mila (+15%), tra cui 8.650 stranieri (+11%), mentre il numero di italiani è cresciuto del 17%. Il numero complessivo dei visitatori dovrebbe aggirarsi intorno ai 35mila.

 

«Ribadisco - commenta Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine -. Un clima fantastico e non solo in termini meteorologici. Si sta per concludere un appuntamento più che incoraggiante del salone, un'ottima partenza di stagione che porta con sé grande fiducia e ottimismo».

 

Napoleone si dice soddisfatto soprattutto della risposta dal nostro Paese e del fatto che, anche a livello di aziende partecipanti, si sia raggiunto un livello record: quasi 1.200, considerando anche i nomi che hanno aderito a Pitti W.

 

Tra i mercati esteri, in testa il Giappone (+2%), seguito dalla Germania (+10%). Quasi tutti i Paesi europei hanno fatto registrare segni più: la Gran Bretagna (+16%), l'Olanda (+2,5%), la Grecia (+32%), la Spagna (+17%), la Svizzera (+24%), il Portogallo (+45%).

 

«La Francia - si legge in un comunicato - ormai da qualche stagione primo mercato di riferimento per il menswear italiano, dovrebbe registrare addirittura un +35%». Consistenti gli incrementi dal Nord Europa (Svezia +37%, Danimarca +50%, Norvegia +50%, Finlandia 52%). «Dati che - commentano da Pitti - se considerati assieme al mercato tedesco, esprimono in modo chiaro quanto per una precisa area geopolitica Pitti Uomo sia sempre di più un punto di riferimento indiscusso».

 

Sul versante extra-europeo, la Cina mette a segno un +20% e gli Stati Uniti un +5,5% (con i decision maker dei grandi department store e delle maggiori boutique. Ottime le performance per tutto il Medio Oriente, per Canada, Messico, India, Sud Africa, Singapore, Taiwan e Thailandia.

 

Il tallone d'Achille è, come prevedibile, l'ex Urss, con il -33% dalla Russia e il -38% dall'Ucraina.

 

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