BILANCI

Pitti Uomo: aumentano gli stranieri, diminuiscono gli italiani

I primi dati finali sull'affluenza a Pitti Immagine Uomo, che si sta avviando alla chiusura, confermano le proiezioni: su 20.600 compratori registrati (e un totale che dovrebbe attestarsi sulle 30mila presenze), i visitatori esteri aumentano del 5%, mentre gli italiani scendono del 6%.

 

I buyer stranieri raggiungono infatti le 7.800 unità (erano stati 7.400 nel gennaio di un anno fa), a fronte di un calo dei nostri connazionali, arrivati a quota 12.800 unità.

 

Per quanto riguarda il flusso dall'estero, spiega una nota, la maggioranza dei Paesi europei mostra buone performance come qualità dei compratori e valori assoluti, ma un decremento dei numeri, con l’eccezione di Gran Bretagna e Germania, entrambe in lieve aumento, e dell’area del Nord Europa (Svezia, Danimarca e Norvegia), molto dinamica. Molto vivaci si sono dimostrate invece le compagini provenienti da Giappone (+14%), Russia (+40%), Cina (+34%), Stati Uniti (+12%), Turchia (+13,5%) e Corea del Sud (+11%). Interessanti anche le risposte di Hong Kong, Taiwan, Messico, Brasile, di alcune nazioni africane e medio-orientali e delle repubbliche dell’Asia Centrale.

 

Soddisfatto Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine: "I dati finali sono un segnale indubbiamente positivo per la moda maschile e per il made in Italy: l’economia della moda è trainata in questo momento dai Paesi stranieri, e in particolare da quelli extra-Europei, e per questo una crescita del 5% dei compratori esteri è per noi di gran lunga più significativa del calo - atteso - degli italiani". "Concludo con una nota di colore - dichiara -. A fronte della stabilità dei principali mercati europei, crescono proprio i numeri dalla Gran Bretagna (+2%): decisamente un buon auspicio rispetto alla sovrapposizione di date con la fashion week di Londra”.

 

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