BILANCI

Pitti Uomo prevede di chiudere con un +5% di presenze

 

Già ieri, 19 giugno, gli organizzatori di Pitti Uomo avevano diffuso un dato parziale sull'affluenza a segno più. Oggi, alla chiusura della manifestazione, prevedono un totale di 19mila buyer, in aumento del 5% sull'analoga edizione di un anno fa.

 

Come si legge in un comunicato, «si tratta del migliore risultato delle ultime edizioni estive, dovuto alla costante crescita dei compratori esteri (+2% come numero di negozi) ma anche, finalmente, a una confortante ripresa del mercato italiano, che registra addirittura un +8% delle presenze».

 

In pole position tra gli ingressi, per quanto riguarda gli operatori internazionali, i giapponesi, seguiti da tedeschi, spagnoli, inglesi, olandesi, francesi, cinesi, turchi, statunitensi, svizzeri, belgi, coreani, austriaci e russi. Ottima l'adesione dal Sud Est asiatico, dal Middle East, dalle repubbliche asiatiche centrali e dall'Est e Nord Europa. Hanno risposto all'appello anche "addetti ai lavori" indiani, sudafricani e di altre nazioni del continente africano, brasiliani, australiani, canadesi e messicani.

 

In aumento i giornalisti, che hanno superato quota 1.000 per l'Italia e 600 da oltreconfine. Merito anche del supporto del ministero dello Sviluppo Economico e dell'Ita, ex Ice.

 

Soddisfatto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, che sottolinea: «Ancora una volta i top buyer internazionali premiano le caratteristiche speciali della rassegna, ossia selezione, qualità, internazionalità, completezza e segmentazione attenta delle proposte (sono state 1.165 le collezioni in mostra a Pitti Uomo e Pitti W, anche questi numeri record), capacità di rappresentare l'intero universo dell'eleganza e della moda maschile, valorizzazione del made in Italy, promozione dei brand e dei designer più giovani e creativi».

 

L'a.d. di Pitti accenna inoltre al calendario, «mai così ricco, vario e interessante», ricordando come questa sia stata «un'edizione straordinaria, che ha coronato un anniversario importante per la moda italiana e per il capoluogo toscano».

 

In concomitanza con la rassegna è andata in scena Firenze Hometown of Fashion, la celebrazione dei 60 anni del Centro di Firenze per la Moda Italiana, che ha contribuito alla visibilità della quattro giorni.

 

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