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Su Who's Next e Première Classe pesa l'effetto attentati

Who's Next e Première Classe chiudono con un'affluenza di visitatori al ribasso: 48.684 le presenze registrate alla Porte de Versailles di Parigi tra il 22 e il 25 gennaio.

 

Sensibile il calo degli asiatici (-25%), diretta conseguenza degli attacchi terroristici del novembre scorso. I francesi rappresentano il 66% degli ingressi.

 

«Il clima internazionale - commenta Boris Provost, direttore comunicazione della rassegna parigina - ha condizionato l'andamento del salone soprattutto per quanto riguarda la partecipazione degli stranieri: i giapponesi, i coreani e i cinesi hanno evidentemente osservato l'invito alla prudenza da parte dai loro governi».

 

Questo anche se i grandi gruppi e gli attori della distribuzione del Far East -  sottolinea la nota ufficiale di chiusura - hanno comunque inviato in fiera le loro delegazioni, magari meno folte di un tempo. Non sono mancati all'appello, per esempio, Takashimaya, Isetan Mitsukoshi, Baycrew's, Joyce, Kapok e Lotte, per citarne alcuni.

 

«Who's Next - conferma Flavio Nava, general manager di Tricot Chic - resta una manifestazione dall'appeal internazionale, anche in un momento in cui l'economia stenta a ripartire».

 

«Le aziende - prosegue - devono approfittare di vetrine come questa per mostrare il frutto dei loro investimenti: la nostra novità si chiama TCExence ed è una capsule di maglie e capispalla in cashmere coloratissimi e lavorati artigianalmente, prodotti in serie limitata, che saranno distribuiti dalle nostre showroom di Milano e Parigi».

 

«Il punto di forza della rassegna - spiega Boris Provost - è la varietà del fronte espositivo (circa 1.700 marchi, ndr), composto da grandi e piccole realtà, collezioni all'avanguardia ed etichette più classiche; ovunque si può trarre ispirazione, occorre prendersi il tempo necessario per visitare il salone palmo a palmo: La sorpresa attende i buyer in ogni angolo».

 

In pochi metri quadri di stand si possono infatti scoprire le borse ispirate alla tappezzeria sarda, realizzate a mano da tessitrici isolane, dirette a distanza da Antonello Tedde: un designer residente a  Londra da 20 anni, che nel curriculum vanta collaborazioni con alcuni marchi del lusso  internazionali.

 

Poco più in là le bluse a uovo, le stole multifunzione e gli abiti sartoriali di Vuedu, marchio che fa capo alla siciliana Daniela Vinciguerra, architetto per formazione e stilista per passione, che proprio partendo da Who's Next, qualche stagione fa, ha raggiunto mercati come la Russia e l'Arabia Saudita, offrendo stile e un prezioso servizio 'à la carte' alla clientela.

 

Dal fronte bijoux emerge Boks & Baum, linea di collane e bracciali realizzati artigianalmente in Messico, con pietre semipreziose imprigionate da catene di crochet. Un progetto di Sylvie Boksenbaum.

 

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