BILANCI

Who's Next: i pro e i contro del nuovo corso nei commenti degli espositori


Osservazioni e perplessità da parte degli espositori sul drastico anticipo delle date di Who's Next, rassegna parigina che si è conclusa ieri con 1.900 espositori (2.100 lo scorso gennaio). "Siamo in fase di rodaggio - ha sottolineato, dal fronte organizzatori, Boris Provost - ma la strada è quella giusta".

 


"L'inizio del salone ha coinciso con il primo giorno dei saldi oltralpe, quindi i francesi si sono presentati solo lunedì - osserva Alberto Logaglio direttore commerciale del brand toscano Save The Queen -. A mio parere, Who's Next sarebbe perfetto a metà luglio, magari in coincidenza con Mode City, l'evento dedicato al beachwear". "Ero curioso di capire come avrebbero reagito i buyer alle nuove date - commenta Federico Impiombato, diretore commerciale di Alysi -. Sicuramente c'era bisogno di anticipare, ma forse questo weekend è stato troppo 'affollato', soprattutto per la coincidenza con le vendite a prezzi scontati".

 


Gli organizzatori avevano già dichiarato di essere disposti a sacrificare un po' i visitatori francesi a favore di quelli internazionali ma, secondo le risposte raccolte, molti operatori arabi e russi non si sono presentati, così come giapponesi, cinesi e americani. "I compratori sono costretti a spostarsi più volte - continua Alberto Logaglio -. Sarebbe invece strategico concentrare tutti gli appuntamenti nelle stesse date".

 


Chi ha presentato nella capitale francese le pre-collezioni o la seconda linea, come Scee by Twin-Set, ha trovato perfetta la collocazione temporale, che invece si è rivelata più difficile da gestire per coloro che si sono trovati senza la collezione completa. Quattro giorni di fiera, poi, sono troppi secondo alcuni, perché l'ultimo giorno si lavora molto meno rispetto ai primi tre.

 

 
"In effetti, varie aziende non erano pronte con i campionari, ma hanno assicurato che saranno presenti l'anno prossimo - commenta Boris Provost, direttore della comunicazione internazionale di Who's Next -. In compenso abbiamo registrato oltre 200 new entry, proprio grazie alle date anticipate: tutti marchi di livello alto, in sintonia con le fashion week dell'uomo e dell'haute couture, che coincidono con le nostre kermesse". "Ci vuole un po' di tempo di rodaggio per adattarsi alla svolta - conclude - ma noi crediamo che aziende partecipanti e visitatori riusciranno a stabilizzarsi. Il nostro obiettivo è di includere Mode City, come accade a gennaio con il Salon de la Lingerie". 

stats