BORSE E PELLETTERIA

L’export di prodotti di alta gamma salva la pelletteria made in Italy

Per il settore della pelletteria italiana l’export - con un +11% in valore (+3,7% in quantità) nei primi dieci mesi del 2013, per un fatturato di quasi 4,7 miliardi di euro - si conferma trainante, a fronte di un mercato interno che peggiora ancora rispetto al 2012 (-1,2% in valore e -4,9% in quantità).

 

Sono questi i dati salienti comunicati da Aimpes - con conferenza stampa online - alla vigilia del salone del settore Mipel.

 

L’associazione italiana dei pellettieri sottolinea come sia la fascia alta dell’offerta a progredire sui mercati esteri: una tipologia di prodotto che non necessariamente si identifica con il lusso, ma con una manifattura di alto livello, in grado di unire estetica, artigianalità, invenzione e funzionalità e con in più la capacità di dialogare con il mercato globale.

 

Il fatturato realizzato oltre confine è formato da oltre il 60% dal segmento di punta del settore: le borse in pelle da donna, che hanno conosciuto un incremento del 14%. I Paesi con le dinamiche di crescita più significative sono stati Brasile (+73%), Emirati Arabi (+34%), Cina e Turchia (+28% rispettivamente). Conferme sono venute da Regno Unito (+20%), Hong Kong (+19%), Stati Uniti (+18%) e Germania (+16%), Russia (+13%) e Giappone (+9%). Infine, da alcune nazioni, caratterizzate da valori assoluti ancora esigui, arrivano segnali interessanti, da considerare come opportunità per futuri sviluppi: Kazakistan (+52%), Singapore (+27%), Canada (+30%) e Ucraina (+17%).

 

Sulla spinta dell’export migliorano nel 2013 anche i livelli produttivi: il fatturato stimato, a preconsuntivo, cesce del 6,9% per un valore complessivo di 5,6 miliardi, comprensivo dell’outsourcing estero. Non sale però il numero di imprese: il clima di sfiducia nella Panisola ha certamente scoraggiato l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. Sul fronte occupazionale tuttavia il bilancio è positivo e in controtendenza rispetto al settore manifatturiero italiano nel suo complesso. In particolare, nel distretto toscano si è assistito alla nascita di nuovi posti di lavoro. Il polo fiorentino del lusso oggi conta oltre 2mila aziende che occupano circa 12mila addetti. (nella foto, a sinistra Giorgio Cannara, presidente e, a destra, Mauro Muzzolon, direttore generale di Aimpes)

 

 

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