BORSE E PELLETTERIA

Meno buyer (-13%) ma di qualità: la consolazione di Mipel

Segno meno per la 106esima edizione di Mipel, la fiera delle borse e della pelletteria che ha chiuso i battenti ieri a Rho. I visitatori diminuiscono complessivamente del 13%. Come previsto, è il calo dei compratori provenienti dai Paesi dell’ex Unione Sovietica ad aver pesato sul bilancio finale della manifestazione.

 

Le motivazioni sono riconducibili alla delicata situazione internazionale e alla perdita del potere di acquisto del rublo. La Federazione Russa continua tuttavia a rappresentare uno dei Paesi più forti in termini di buyer a Mipel, insieme a giapponesi ed europei.

 

«Nonostante il calo di presenze ho avuto modo di raccogliere parecchie testimonianze positive: è sceso il numero dei compratori ma ne è notevolmente aumentata la qualità. Ciò ha consentito alle aziende di lavorare con buyer realmente interessati alle collezioni», dichiara Giorgio Cannara, presidente di Mipel e Aimpes, che tiene a precisare: «Il recente blocco alle importazioni riguarda le aziende pubbliche e non gli acquisti da parte dei privati, con i quali le nostre imprese continuano a lavorare  intensamente».

 

 

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