CALZATURE

Assemblea di Assocalzaturifici: più attenzione all’industria per sostenere il made in Italy

Nei mesi iniziali del 2013 hanno trovato conferma le dinamiche che avevano caratterizzato la congiuntura del settore delle calzature durante tutto il 2012: contrazione dei consumi interni con conseguente flessione delle importazioni, accompagnata da una crescita delle esportazioni (+5,3% in valore, con un +3,7% in volume, secondo i dati Istat), trainata dai mercati extra-Ue, in primis Russia e Cina.

 

È quanto emerso all’Assemblea Ordinaria Annuale di Assocalzaturifici, tenutasi oggi a Milano, con la relazione del presidente Cleto Sagripanti e gli interventi di Franca Sozzani, Cristiana Muscardini e del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

 

Nel tratteggiare la situazione attuale del comparto, Sagripanti ha comunicato che il saldo settoriale è attivo per 742 milioni di euro, grazie alle vendite all’estero, che nei primi mesi dell’anno hanno raggiunto la quota record di 1,5 miliardi di euro.

 

Tuttavia, si assiste a un ulteriore peggioramento sul mercato interno, dove il problema dei ritardi nei pagamenti è diventato ormai sistemico. Non si registra inoltre alcun miglioramento sul fronte dell’accesso al credito: se per il 70% delle imprese la situazione è rimasta invariata rispetto a un anno fa, tre imprenditori su dieci hanno sperimentato una maggior criticità in questo senso. I dati relativi all’occupazione mostrano inoltre cali rispetto a dicembre scorso: in questi primi mesi dell'anno si sono persi 959 posti di lavoro, pari all’1,2% del totale.

 

Sagripanti ha ripercorso le tappe significative dei suoi due anni di presidenza (oggi pomeriggio l’Assemblea, nella sua parte non pubblica, provvede al rinnovo delle cariche), tra cui il varo del nuovo statuto e il cambio di denominazione da Anci ad Assocalzaturifici. Ha poi individuato le strategie da adottare per ridare slancio all’industria italiana delle calzature: assicurare liquidità al sistema delle imprese, ridurre il peso del fisco, modernizzare la pubblica amministrazione, rilanciare gli investimenti e, infine, affermare un contesto culturale pro-impresa.

 

Assocalzaturifici è in prima linea con azioni concrete volte alla difesa della manifattura nazionale e del made in Italy e a sostegno all’internazionalizzazione delle imprese - attraverso strumenti quali il Centro Studi Assocalzaturifici e le piattaforme digitali dell’associazione - oltre che con TheMicam, la fiera leader del settore, per la quale è stato avviato un piano di espansione all’estero, di cui Shanghai è stata solo la prima tappa.

 

L’intervento di Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, ha sottolineato il peso degli accessori nei conti delle griffe: rappresentano infatti più dei capi di abbigliamento uno status symbol, un modo di connotarsi, a cui la consumatrice difficilmente rinuncia. La ricerca, la creatività e l’immagine sono aspetti fondamentali, su cui si deve investire, anche dando più credito e più opportunità di inserimento ai giovani in azienda. “Dobbiamo fare più sistema - ha affermato - e essere più orgogliosi del nostro patrimonio”.

 

Cristiana Muscardini, vice presidente della Commissione Commercio Internazionale al Parlamento Europeo, ha fatto il punto sullo stato dell’arte delle iniziative a favore dell’indicazione di origine obbligatoria in sede comunitaria: il nuovo regolamento, più ampio del precedente non approvato, sarà al vaglio della Commissione a fine settembre, per poi andare in aula a marzo, quando ci saranno le elezioni.

 

“Bisogna intervenire perché questo provvedimento possa essere preso in esame prima: ci sono dei tempi tecnici che, se non rispettati, rischiano di far saltare tutto”, ha sottolineato Muscardini nel suo intervento, volto a ribadire l’importanza di una presenza più determinata e fattiva in Europa, in difesa delle manifatture italiane, ma anche del consumatore.

 

 

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