CALZATURE

Dopo Obuv’ Mir Koži a Mosca, Sagripanti lancia un nuovo appello al Governo

Cleto Sagripanti, presidente di Assocalzaturifici, ha lanciato l’ennesimo appello al Governo. «Ci sostenga in questo frangente così delicato e critico - ha scritto in una nota - a cominciare dalla necessaria riduzione dell’Irap e dallo stanziamento di fondi per ricerca e sviluppo». A determinare l’intervento di Sagripanti l’esito non soddisfacente del salone Obuv’ Mir Koži di Mosca.

 

«Sono forti le preoccupazioni per il calo degli ordini registrato a Obuv’ Mir Koži, dovuto soprattutto alla prudenza dei buyer russi e alla diminuzione del loro potere di acquisto», sottolinea Ronny Bigioni, coordinatore del gruppo di lavoro sulla Russia per Assocalzaturifici.

 

Nei primi sei mesi del 2014 il calo delle esportazioni di calzature italiane in Russia è stato del 18,4% in volume e del 21,7% in valore, per un totale di poco più di 250 milioni di euro. L’area russa resta un bacino di sbocco fondamentale per il made in Italy calzaturiero e l’associazione di categoria non intende mollare la presa.

 

«Stiamo mettendo a punto un programma di potenziamento dei progetti di incoming e lo sviluppo di nuove iniziative a supporto della promozione di una manifestazione storica come Obuv’ Mir Koži», chiarisce Sagripanti. Si pensa a un’azione di sistema, che coinvolga Bologna Fiere (partner storico di Assocalzaturifici in Russia) e Ice.

 

Intanto si attende il test rappresentato da Shoes from Italy di Almaty, in Kazakistan, in programma dal 22 al 24 ottobre. Anche il mercato kazako ha registrato cali (-13,6% in quantità e -10,2% in valore nel primo semestre 2014). Tra i prossimi appuntamenti di Assocalzaturifici nel mondo ci sono pure Workshop Singapore, dal 15 al 16 ottobre, e una collettiva di aziende italiane ad Aymod a Istanbul, in Turchia, dal 5 all’8 novembre.

 

Risultati positivi sono arrivati dall’ultimo Moda Made In Italy, andato in scena al Moc di Monaco di Baviera, meeting privilegiato per i buyer dei Paesi di lingua tedesca. Del resto, quest’area registra nel primo semestre 2014 incrementi del 3,9% nelle quantità esportate (quasi 17 milioni di paia) e del 6,2% in valore, per quasi 454 milioni di euro.

 

Il Far East evidenzia andamenti meno brillanti rispetto al passato, ma positivi, soprattutto per quanto riguarda i valori. In particolare, nel primo semestre 2014 sono state esportate calzature italiane in Cina per oltre 91 milioni di euro, con un aumento pari al 7,8% e un +0,9% nelle quantità.

 

 

stats