CALZATURE

L’export non basta: industria calzaturiera italiana in difficoltà

In occasione di TheMicam sono stati diffusi i dati di preconsuntivo relativi all’andamento delle calzature in Italia nel 2012: la produzione è diminuita dell’1,4% in valore per un importo di 7,1 miliardi di euro. Del 4,1% il calo invece in volume, che porta il numero della scarpe realizzate sotto la quota delle 200 milioni di paia.

 

L’industria calzaturiera italiana registra nell’anno da poco conclusosi anche la chiusura di 250 imprese (quelle attualmente attive sono 5.356) e la perdita di 1.671 addetti, pari al -2,1% rispetto al 2011. Totalmente recessivo appare il mercato interno, mentre per quanto concerne l’export lo scenario presenta luci e ombre: le esportazioni crescono infatti in valore del 2,8%, portando il fatturato generato all’estero a oltre 7,6 miliardi di euro, ma in volume le vendite calano di un significativo 6,2%, attestando i flussi complessivi a 214,8 milioni di paia.

 

L’Unione Europea presenta una flessione del 4,9% in valore rispetto al 2011: solo Francia e Regno Unito hanno incrementi. Mentre sono soprattutto Paesi come la Russia (+14,7% in valore) e il Far East (+23%) a trainare le esportazioni. In quest’area, significativo l’incremento di Giappone (+17%) e Cina e Hong Kong (+27,6% nell’insieme).

 

Nonostante il quadro preoccupante, il settore calzaturiero nel suo complesso dà un contributo importante al Paese: il saldo commerciale nei dati di preconsuntivo raggiunge i 3,8 miliardi di euro, con un aumento del 12,6% rispetto al 2011, anche a causa della forte frenata delle importazioni.

 

 

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