CALZATURE

Sagripanti: per il calzaturiero servono politiche orientate alla crescita

È un settore in chiaroscuro, quello che emerge dalla nota congiunturale dell'Ufficio Studi di Anci. Dopo alcune stagioni positive, il calzaturiero si trova a fare i conti con segnali di discontinuità: nei primi cinque mesi del 2012 l'export (+4%) e il saldo commerciale (+12,2%, a quota 1,45 miliardi di euro) hanno continuato a crescere, ma è rallentata la produzione ed è peggiorato il contesto in cui operano le aziende italiane. Sagripanti: "Urgono incentivi per la crescita".

 

Il flusso delle esportazioni si è rivelato, non a sorpresa, a due velocità. Se l'Unione Europea è risultata l'area più penalizzata (-4,3% in valore e addirittura -15,1% in volume), i mercati emergenti hanno invece fatto registrare forti impennate per l'export, in primis verso il Far East (in totale +32,8%), con aumenti a doppia cifra nei suoi tre Paesi principali: Giappone (+16,3%), Hong Kong (+35,4%) e Cina (+76%). Non meno significativo è l'incremento messo a segno dal Medio Oriente (+15,4%), dove spiccano gli Emirati Arabi, grazie a un +9,2%. La Russia (+13,5%) ha ripreso slancio, mentre si consolidano in positivo nazioni come l'Ucraina (+4,2%) e il Kazakistan (+22%). Cambia per contro la situazione in Occidente: dopo il recupero nei primi mesi del 2012, le vendite verso gli Usa sono arretrate sensibilmente, pur mantenendo un trend di crescita (+9,3% in valore e +0,7% in quantità).

 

In rallentamento, dicevamo, la produzione: nei primi sei mesi dell'anno il calo è stato "solo" dello 0,7% in valore, ma ben superiore se misurato in quantità (-3,6%). Un quadro, spiega la nota, che in prospettiva è suscettibile di peggioramento, perché la raccolta ordini del secondo trimestre mostra una flessione complessiva del 2,8%, con una pesante diminuzione dell'8% per gli ordinativi in Italia.

 

"Alla luce di questi dati chiediamo vengano reintrodotti incentivi per la ricerca e lo sviluppo, includendo tutto il comparto moda tra i settori che sanno innovare - ha dichiarato Cleto Sagripanti -. Le imprese calzaturiere hanno già fatto molti sforzi, ma da sole non possono farsi carico di tutto: è necessario tutelare il made in Italy con progetti regionali e nazionali e implementare i fondi laddove la filiera si esprime e testimonia il proprio valore, anche in un momento difficile e incerto come quello che stiamo attraversando".

 

Cruciale per Anci anche il tema del lavoro: "Occorre diminuire il cuneo fiscale - ha detto Sagripanti - per quei settori che, come le calzature, usano in maniera intensiva manodopera specializzata e che necessitano di un lungo periodo di formazione in azienda". "Orientare alla crescita - ha aggiunto - è stato l'input che ha guidato anche la nostra associazione in questi ultimi mesi e che ha dato il via alle azioni promozionali in Cina, dove abbiamo deciso di esportare il nostro marchio Micam ShoEvent, con un evento a Shanghai dal 9 all'11 aprile 2013",

 

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