CALZATURE

Shoe report 2013: rallenta la crescita, ma il mercato premia le aziende più dinamiche

Rispetto al biennio 2010-2011 il calzaturiero ha registrato un rallentamento del trend di crescita, eppure le realtà che hanno lanciato la controffensiva alla crisi con un riassetto del proprio modello di business hanno guadagnato posizioni. Questa la fotografia del comparto nello shoe report 2013 di Assocalzaturifici.

 

In linea con i risultati degli ultimi anni, l'export continua a rappresentare una leva fondamentale di sviluppo per le aziende del Belpaese, nonostante il totale dei volumi esportati nel 2012 sia diminuito del 6,4% rispetto all'anno precedente (seppur compensato da un aumento del 2,5% in valore). Un flusso verso l'estero trainato in particolare da quattro regioni - Veneto, Toscana, Marche e Lombardia - che insieme coprono ben l'80% delle vendite oltreconfine.

 

Sul fronte domestico la situazione rimane di segno negativo, sia relativamente alle quantità consumate (-3,6%), sia al valore (-4,2%): un andamento al ribasso confermato anche dalle proiezioni per il primo trimestre di quest'anno, soprattutto alla voce consumi (scesi del 4,7% in volume), a fronte di una domanda estera incrementata in valore (+2,1%) ma diminuita in quantità (-0,5%).

 

Uno scenario che obbliga le aziende a un radicale ripensamento delle proprie strategie, al fine di superare l'impasse e rafforzare la filiera: non dimentichiamo, come evidenzia il report, che tra il 2000 e il 2012 si è registrata una riduzione del 29,2% del numero di imprese calzaturiere, con un parallelo decremento degli addetti pari al 29,9%. Per non parlare dei volumi prodotti, ridimensionati del 49%, controbilanciati fortunatamente dall'avanzata dell'export (+16%).

 

Proprio chi dalla crisi ha saputo cogliere le opportunità per rinnovarsi, riformulando il proprio assetto e gli schemi d'azione, ha saputo beneficiare degli effetti positivi di tale momento congiunturale: ne è un esempio lo spostamento dei volumi di esportazione verso i Paesi dell'Est e del Far East, con una crescita in valore del 14,7% per il mercato russo, 17,1% per il Giappone, 20,4% per Hong Kong, 25% per Corea del Sud e 40,7% per la Cina.

 

"Le realtà del comparto hanno reagito e continuano a reagire proattivamente - afferma il presidente di Assocalzaturifici, Cleto Sagripanti (nella foto) - ponendo in essere profonde trasformazioni al proprio interno, come le diverse strategie di riposizionamento sul mercato, la ristrutturazione e la riorganizzazione aziendale: azioni che hanno inevitabilmente ripercussioni sull’intero settore, contribuendo così a una sua sostanziale metamorfosi. La consapevolezza di questo fenomeno è uno dei dati più significativi emersi dal Rapporto".

 

Ma l'impegno deve essere a tutti i livelli, ribadisce Sagripanti: “In questo clima di sostanziale sfiducia nel futuro, è necessario porre al centro l’economia reale e in particolare la manifattura, senza dimenticare che la ripresa parte certamente 'dal basso', ossia dalle singole imprese, ma ha necessariamente bisogno di sostegno e impulso 'dall’alto', ossia attraverso l’azione delle istituzioni". "Dobbiamo lavorare tutti affinché ci sia una convergenza tra i diversi protagonisti che ruotano attorno al mondo della calzatura - conclude - fino a costituire una vera e propria 'relazionalità di sistema', in cui aziende, associazioni, sistema finanziario e istituzioni collaborano e condividono gli sforzi per superare la fase complessa che viviamo da anni e per imboccare così la via dello sviluppo".

 

stats