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Al via Pitti Bimbo, "the place to be" per la moda infantile

Sono 498, contro le 446 di un anno fa, con un 47% di brand stranieri, le collezioni per baby, kid e teen sotto i riflettori in occasione di Pitti Bimbo, dal 23 al 25 giugno in Fortezza da Basson a Firenze. Numeri che confermano il ruolo del salone come "the place to be" della moda infantile, classica, sportiva e (sempre più) di ricerca.

 

Numerose le novità per questa 83esima edizione, supportata come gli altri eventi estivi di Pitti Immagine dal contributo economico e promozionale del Mise e di Agenzia Ice, tramite il Centro di Firenze per la Moda Italiana, e quindi sempre più proiettata all'internazionalizzazione.

 

«Insieme allo scouting sugli espositori, di cui 234 in arrivo da oltreconfine - spiega Agostino Poletto, vice direttore generale di Pitti Immagine - una priorità è l'incoming degli operatori dei mercati più interessanti per il made in Italy».

 

Poletto fa notare che «tra le new entry a Pitti Bimbo, oltre 70% sono straniere, una percentuale ancora pià elevata rispetto alla percentuale complessiva, che sfiora il 50%».

 

In quest'ottica di apertura al mondo, la kermesse ha stretto per la prima volta un accordo con BoF-Business of Fashion, piattaforma digitale di riferimento per il sistema moda, che oltre a dare risalto online a Pitti Bimbo ha individuato i migliori retailer worldwide del settore, al centro della cerimonia inaugurale del 23 giugno.

 

La manifestazione è il fulcro di iniziative e progetti ad ampio raggio. Da segnalare la prima volta in Fortezza di alcune griffe, come Aquazzura Mini, Giuseppe Junior di Giuseppe Zanotti, Leitmotiv con le proposte per gli under 14, Frankie Morello che riporta il bimbo sul trampolino di lancio.

 

E poi il rientro in grande stile di Patrizia Pepe, C.W.F. con Little Marc Jacobs e il debutto di Zadig & Voltaire per ragazzini e ragazzine, la prima gamma "girl only" di Joshua Sanders e l'ingresso di Minna Parikka, marchio scandinavo cutting edge. Anche Kartell ha scelto Pitti come vetrina per la nuova Kartell Kids e, restando in tema di design, spicca il ritorno degli oggetti e complementi che fanno capo a Unduetrestella.

 

La ricerca è uno degli asset di Pitti Bimbo, che sta sviluppando alcune sezioni come Apartment e KidzFizz: la prima è stata al centro, sei mesi fa, di una sfilata collettiva che ha avuto grande successo e quindi viene ripetuta, portando in pedana realtà quali Stella Jean, Cape, Péro, Trottolini, Lamantine Paris & Milan, Miss L. Ray, Piccola Ludo (nella foto) e Velveteen.

 

La seconda, che non aveva finora beneficiato delle luci della passerella e che tra l'altro per la prima volta si colloca agli Archivi, può contare questa volta su un fashion show tutto per sé, sempre presso il  Lyceum.

 

Ma le novità non finiscono qui perché, come ribadisce Agostino Poletto, Pitti Bimbo anticipa e parallelamente segue gli orientamenti di un mercato in cui gli steccati tra abbigliamento, accessori e lifestyle sono caduti: spazio quindi agli occhiali con l'area Fun Glasses, agli stimoli creativi del nuovo settore Pitti Bimbo Editorials - che si focalizza sul "K Design", ossia il fattore kid del design, e sugli stili legati al mondo della bicicletta -, il focus sugli illustratori in sinergia con la Bologna Children's Book Fair e le capsule for kid dei designer "per grandi" di Kid's Evolution.

 

Curatore e ideatore di Kid's Evolution è Alessandro Enriquez, che insieme a Pitti Bimbo riporta anche in auge l'iconico coniglietto bianco con gli occhi a x Miffy, per il quale alcuni brand presenti in fiera hanno ideato a scopo benefico un guardaroba, realizzato insieme a Camac. Tra questi Ermanno Scervino, Ice Iceberg, Il Gufo, La Stupenderia, MiMiSol, Monnalisa, N°21, Sarabanda e Twin-Set Simona Barbieri.

 

 

 

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