CHILDRENSWEAR

L'export premia il neonato, ma con la Russia niente è come prima

In attesa che la prossima edizione di Pitti Bimbo offra un quadro più completo sul settore della moda infantile, emergono alcuni dati interessanti sul neonato: per esempio, una crescita dell'export nel 2016 pari al +4,9%, contro un import in diminuzione dell'1,7%. Fra i mercati trainanti il Regno Unito.

 

Secondo le stime a cura del Centro Studi di Sistema Moda Italia, la Spagna continua a mantenere la pole position nelle esportazioni di abbigliamento italiano per i piccolissimi, ma cede un 5,6%, così come la Russia decelera al -5,2%: primo mercato di sbocco del nostro kidswear dal 2010 al 2014, ora si trova in sesta posizione.

 

I segni più riguardano appunto la Gran Bretagna (+16,1%), la Francia (+14,7%), gli Stati Uniti - che avanzano del 29,4%, ma non sono ancora prioritari per il made in Italy in taglie mini - e gli Emirati Arabi, +4%.

 

Sempre con riferimento specifico al bébé, al -1,7% dell'import contribuisce il crollo della Cina (-18,7%), a favore di Francia (+14,4%), Bangladesh (+8,4%) e Spagna (+14,9%). Pur con valori assoluti molto meno eclatanti, vanno citati il +45,2% della Turchia, il +28,4% della Romania e il +18,2% della Germania (nella foto di AKA-Studio Collective, un'immagine della scorsa edizione di Pitti Bimbo).

 

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