CONTRAFFAZIONE

Comprare falsi a New York potrebbe costare molto caro

 

Uno dei consiglieri di New York, Margaret Chin, sta riportando a galla la proposta, già lanciata nel 2011, di considerare l'acquisto di merce falsa un reato "Class A", punibile con una multa salata o anche con la prigione. Intanto in Italia ha preso il via un road show sulla contraffazione, accompagnato da dati allarmanti.

 

Come riporta The Huffington Post, se andasse in porto il disegno di legge sostenuto da Margaret Chin, chi compra articoli copiati a New York potrebbe incorrere in una sanzione da 1.000 dollari o addirittura finire dietro le sbarre.

 

Uno dei canali dove gli articoli "fake" vanno per la maggiore è l'online: se ne è parlato nel primo appuntamento di un road show anti-contraffazione, organizzato presso la sede milanese di Sistema Moda Italia dal ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Confindustria.

 

Significativo il titolo dell'incontro, "La vera impresa è combattere il falso": una constatazione valida soprattutto per il fashion system, visto che il valore del business della contraffazione di moda made in Italy è stimato in circa 12 miliardi di euro, ossia un quinto del fatturato complessivo realizzato dal comparto nel 2012.

 

Come ha sottolineato il presidente di Smi, Michele Tronconi, "la necessità di dare risposte e strumenti utili di contrasto a tale fenomeno diventa tanto più urgente, quanto più la contraffazione si sposta su Internet, spazio nel quale il presidio del diritto diventa più labile. C'è bisogno di preservare la piena legalità all'interno del web, così da permettere alle aziende il pieno sfruttamento di tale mezzo di comunicazione, le cui potenzialità sono veramente notevoli" (nella foto, borse di Louis Vuitton, uno dei brand più copiati).

 

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