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Lycra Fiber Moves: benessere, fit e stile tra gli asset della calzetteria del futuro

Benessere, fit, stile. Ma anche customizzazione, sostenibilità e un occhio all'evoluzione dei consumi. Secondo i relatori della terza edizione del Lycra Fiber Moves, forum organizzato da Invista a Verona il 24 e 25 ottobre, potrebbero essere queste le leve di crescita per la calzetteria del futuro.

 

Un contesto di innovazione a tutto tondo nel quale Lycra si inserisce con il lancio di due primizie: Living Lights e Freef!t. La prima è una tecnologia che regala ai collant colorati brillantezza e uniformità e al nudo un aspetto 100% naturale; la seconda agisce invece sulla vestibilità dei capi, potenziando il comfort a livello vita, grazie a un cinturino che non comprime, non si arrotola e non lascia segni.

 

Risposte puntuali a un mercato che sembra andare proprio in direzione della funzione. Nigel Foote di The Gild, agenzia londinese che per conto di Invista ha svolto di recente un'indagine su desideri di 6 mila consumatrici in nove Paesi, tracciando cinque profili di riferimento - ha infatti evidenziato che i bisogni condivisi al momento dell'acquisto sono proprio il comfort, il tatto, il fit e la durabilità. Aspettative che oggi l'industria può soddisfare grazie alle nuove tecnologie. Prendiamo il fit, per esempio, “un grosso problema, non solo nelle calze ma anche nell'abbigliamento”, ha detto Richard Barnes di Select Research, che potrà risolversi con la scannerizzazione dei diversi volumi corporei e il trasferimento diretto dei dati nel processo di produzione. Misurazioni che un domani, prospettano i guru del marketing, potranno essere rilevate anche nel punto vendita stesso, per indirizzare la clientela verso la scelta di marchi, modelli e taglie valorizzanti al massimo la silhouette di ciascuno.

 

Non meno importante è l'asse strategico della sostenibilità che, secondo Stefanie Gilmore (The Gild), si traduce a livello di prodotto in articoli durevoli, easy care e biodegradabili. Una tematica trasversale, quest'ultima, che coinvolge la coscienza di tutte le consumatrici, anche le nuove tipologie introdotte dallo studio The Gild, dal quale emerge in particolare una figura: Franci la volubile. Donna giovane, incostante, attenta alle tendenze, che al momento rappresenta solo il 2% della popolazione e il 3% della spesa, ma potrà in futuro rivelarsi il profilo più promettente, perché spende in media più delle altre e fa scelte che influenzano.

 

“Ho trovato gli interventi interessanti – ha commentato a fashionmagazine.it Patrizia Giangrossi, al timone di Pierre Mantoux -. In particolare ho apprezzato le ricerche sull'evoluzione del consumatore nel tempo, le sue trasformazioni repentine che più spaventano i produttori”. Ma che non sono l'unica spina nel fianco per l'industria costretta a pagare ancora pesanti tributi alla recessione in termini di fatturato e occupazione. “I distretti stanno soffrendo - ammette Giangrossi -. Ma occorre salvare a tutti i costi la filiera per quanti intendano continuare a credere nel made in Italy e a esportarlo nel mondo”.

 

L'investimento di Invista nella kermesse veronese è servito a gettare il seme dell'ottimismo tra i circa 350 invitati da 26 Paesi, offrendo spunti di riflessione e idee di new business. “Malgrado la crisi -  ha puntualizzato Pierluigi Berardi, direttore globale del segmento calzetteria di Invista - questo resta un comparto chiave per Lycra e un importante driver d'innovazione. Ci aspettiamo una buona risposta dai due lanci, soprattutto da Living Lights, che arriverà sul mercato, probabilmente, entro questa stagione, avendo i nostri primi partner (Calzedonia, Ferax, Doris, Altin Iplik e Conte) sviluppato già alcuni articoli”.

 

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