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Ricchi di Francia: Bettencourt scavalca Arnault, penalizzato dalla Borsa

Dal 2009 Bernard Arnault guidava la classifica dei Paperoni francesi, ma stavolta ha dovuto accontentarsi del secondo posto: con un patrimonio stimato intorno ai 30,3 miliardi di euro, il patron di Lvmh è stato battuto da Liliane Bettencourt, la 93enne "lady L'Oréal", a quota 31,2 miliardi.

 

Secondo Challenges, che si è occupato di stilare l'elenco dei super ricchi d'Oltralpe, la fortuna della famiglia Bettencourt-Meyers ha continuato a salire: dai 26 miliardi del 2014 è passata a 30,9 nel 2015 e ora ha superato il tetto dei 31 miliardi.

 

Invece Arnault, dopo l'impennata dell'anno scorso - in cui aveva totalizzato 34,6 miliardi, contro i precedenti 27 - non è andato oltre i 30,3 miliardi.

 

«Alla base del passo indietro del PDG di Lvmh - commenta Damien Pelé, giornalista di Challenges che ha seguito il "Dossier Riches" - c'è l'andamento in Borsa. Le azioni del gruppo hanno perso il 12% in un anno. Al contrario, il titolo L'Oréal è leggermente cresciuto».

 

Il "fattore Borsa" ha impattato non solo su Arnault ma, ovviamente con performance differenziate, su tutti i 500 membri del "club" di Challenges, che hanno accumulato nel 2016 456 miliardi di euro, contro i 460 del 2015.

 

Non solo. I ricchi più esposti alle fluttuazioni dei mercati internazionali (molti dei quali attivi nel lusso) hanno dovuto tirare i remi in barca: la crisi del 2008/2009 li aveva messi in ginocchio ma successivamente si erano ripresi, arrivando a registrare crescite anche superiori alla media.

 

Ora che la pressione torna a salire, e le incertezze si moltiplicano, il vento soffia a loro sfavore: i primi dieci, di cui fanno parte alcuni tycoon della moda come François Pinault, si sono fermati a 180 miliardi di euro, mentre l'anno passato si erano attestati sui 195. Più al riparo i portatori di una ricchezza "media"(concetto decisamente relativo), il più delle volte meno sbilanciati sul business estero.

 

La 93enne Bettencourt - discendente di Eugène Schueller, fondatore de L'Orèal, la cui famiglia detiene il 33% del colosso della cosmesi attraverso la holding Thétys - può dunque consolarsi almeno in parte delle amarezze legate al tormentato rapporto con la figlia Françoise Bettencourt Meyers, la quale aveva accusato il fotografo François-Marie Banier di aver raggirato la madre per ottenere soldi (un miliardo di euro) e favori.

 

Banier era stato giudicato colpevole, ma ora Françoise Bettencourt Meyers deve difendersi dall'accusa di aver corrotto alcuni testimoni, tra cui l'ex contabile della madre, Claire Thibout, in un tourbillon degno di una soap opera.

 

Scorrendo i primi dieci posti della classifica di Challenges, troviamo al terzo posto Gérard Mulliez (26 miliardi di euro), del cui impero fanno parte Pimkie, Auchan e Decathlon; al quarto Axel Dumas e la famiglia Hermès (22,3 miliardi); a seguire Serge Dassault (20 miliardi), al vertice dell'omonimo gruppo che comprende Dassault Systèmes.

 

Sesti Alain e Gerard Wertheimer di Chanel (16,5 miliardi); settimo François Pinault di Kering (11,3 miliardi); ottavo Pierre Castel, "re dei vini", con 8 miliardi; nono Patrick Drahl (7,5 miliardi) attivo nelle telecomunicazioni; decimo Vincent Bolloré (7,3 miliardi), artefice del successo del Gruppo Bolloré, focalizzato su trasporti e logistica (nella foto, Liliane Bettencourt e Bernard Arnault).

 

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