Commercio globale

Commissione Ue: «Nessun fallimento per il Ttip. Sta entrando in una fase cruciale»

I negoziati per il trattato di libero scambio Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership) sono ancora in ballo e la Commissione Ue sta facendo progressi. Lo fa sapere l'esecutivo comunitario, dopo le recenti affermazioni del vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, che danno le trattative fra Europa e Stati Uniti fallite «de facto».

 

Come riporta l'agenzia Reuters, la Commissione europea ha fatto sapere di avere ricevuto un mandato unanime dai 28 Stati membri, per portare a termine le trattative di libero scambio con gli Usa.

 

«Anche se i negoziati sul commercio richiedono tempo - ha detto il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas - siamo ancora in ballo al momento e la Commissione sta facendo progressi sul Ttip».

 

«Il negoziato - ha aggiunto - sta entrando in una fase cruciale, perché sul tavolo ci sono proposte per ogni capitolo e si possono delineare i contorni per un accordo».

 

In base alle dichiarazioni di Schinas, l'Europa sarebbe pronta a concludere entro l'anno, ma non a costo di mettere a repentaglio «salute, standard di protezione sociale e diversità culturale».

 

Smentite al fallimento sono arrivate anche dal portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, e dal negoziatore europeo Ignacio Garcia Bercero.

 

Il tema sarà discusso dai ministri del Commercio Ue al prossimo summit di Bratislava, il 22 settembre. Intanto dalla Francia emerge la volontà di uno stop alle trattative: il viceministro del Commercio estero, Matthias Fekl, ha fatto sapere che Parigi intende presentare una richiesta formale in tal senso.

 

Sulle pagine de Il Sole 24 Ore, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda dichiara che la chiusura dei negoziati entro la fine della presidenza Obama è «altamente improbabile». Tuttavia resta fiducioso: «Il trattato - afferma - si farà. È troppo importante per non chiuderlo, anche se i tempi sono molto più incerti».

 

A proposito degli ultimi round negoziali, Calenda reputa (in accordo con il tedesco Gabriel) che l'offerta Usa sia insufficiente ma che l'Europa, in particolare alcuni Stati, abbia commesso degli sbagli.

 

«C'erano - spiega - un mandato all'unanimità alla Commissione e poteri per una verifica ampiamente democratica sull'esito del negoziato, da parte del consiglio del Parlemento Ue e dei Parlamenti nazionali. Nonostante questo, alcuni governi hanno assecondato una campagna di opposizione fondata su una serie di false informazioni e di pregiudizi ideologici».

 

Secondo Calenda, quella contro il Ttip è diventata una battaglia contro grandi "nemici", come la globalizzazione, l'economia di mercato e gli Stati Uniti, mentre rappresenta «l'occasione storica per l'Occidente di riprendere in mano il timone della globalizzazione».

 

«Per l'Italia, particolarmente penalizzata da dazi e barriere non tariffarie, gli Usa sono il primo mercato per potenziale di crescita dell'export. Anche per questo il Ttip rimane la priorità di politica commerciale», conclude Calenda.

 

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